giovedì 25 febbraio 2016

Parole al vento come al solito



Non vale più nulla.
Non vale mostrarsi, non vale esporsi, non vale far vedere le proprie paure?
Non vale farsi conoscere?
Non vale più aprire i cassetti e anche se odoranti di chiuso da anni, mostrarne il contenuto?
Non si fa più di dire a una ragazza quanto sia bella, la prima volta che la si vede?

Non si dice più "Grazie", "Per cortesia", "Prego", "Si figuri"? E "scusa" quando ci si scontra per sbaglio?
Perché non posso dire a una persona che le voglio bene anche se l'ho appena conosciuta?
Dobbiamo per forza odiare i nostri ex?

Nessuno la fa più un piccolo ritorno sui proprio passi ogni notte prima che ci si addormenti?
Non si fanno più i propositi, intendo quelli realizzabili?

Non ci si incontra solo per chiacchierare? Bisogna per forza che ci sia qualcosa da fare?
Perché?

Perché non abbiamo tutti un gatto?


2 commenti:

Valentina M. ha detto...

Non conoscevo la canzone e dire che mi ha stupita positivamente è, davvero, dire poco.
In questi giorni, purtroppo, sono circondata dal medesimo svilimento di tutto ciò in cui credevo.
Come se, in fondo, indipendentemente dalla direzione dei propri passi, non si potesse più ottenere nulla di quanto andato perso.

Non c'è più l'imprevedibile?
Non più l'inevitabile?
L'incanto al posto del disincanto?

soleliquido ha detto...


Il fatto è che l'imprevedibile può anche esistere (e l'idea dietro viene proprio da li) ma la cosa stronza è che si tratterà di un picco, che sarà sempre e solo picco e come tale destinato a inabissarsi un'istante dopo. Siamo messi che c'est la vie, c'est jamais la vie.

"I thought that I knew love, but it was jsut a wave crushing over us".