[ho come l'impressione di sentirci di meno].
[ho come l'impressione che sia tutto un brivido]
[ho come l'impressione che la mia pella sia fredda nonostante il calore]
[e la gola secca]
[anche se bevo]
[e gli occhi lucidi]
[e la testa si riempie]
non pensate che sia esclusivamente l'influenza.
è tutto il resto che mi preoccupa in realtà.
[we're working for you]
ed è come una mutilazione. che ti porta via c'ho che serve davvero.
Portate via tutto ma lasciatemi qui. E fatemi piangere. E fatemi ridere. E fatemi fumare. E fatemi tossire. E fatemi parlare. Lasciatemi qui.
Portate via tutto ma non portate via me. Odio gli orologi. Prendetevi pure il Breil.
Il giorno della fine non mi servirà. (mezza cit. di Franco B.)
voglio vivere.
voglio vivere.
[ironia]
senza ammalarmi. senza star male. senza preoccuparmi nè per me nè per voi. vorrei essere meno buono e meno gentile. vorrei essere meno me e più voi. e imparare a sbattermene di meno delle cose. vorrei essere più figo. vorrei avere la macchina più grossa della tua e che vada più veloce. voglio avere la donna più bella della tua e che sia più facile. voglio fare tutto meglio di voi. e avere la forza di farvelo notare sempre. voglio avere più soldi e case di voi, e sbattervelo in faccia ogni volta.
[ironia]
voglio vivere.
voglio vivere.
[agonia]
sudando freddo. sfigurandomi l'anima. preoccupandomi troppo per me e troppo pure per voi. vorrei essere più me e meno voi. e imparare a sbattermi di più di così che non riesco ad aver tempo per niente. vorrei avere la certezza di non morire in auto. voglio non essere mai arrestato. voglio amare una donna e scrivere la sua anima sulla sua pelle e sulla mia, e lei con me. voglio unirmi. voglio capire tutto. voglio imparare a fischiare con le dita in bocca. voglio smettere di fumare le paglie. voglio fare tutto al meglio. e avere la forza di farvelo notare sempre. voglio rimanere in piedi. a costo di strisciare nella merda.
[agonia]
venerdì 5 dicembre 2008
giovedì 4 dicembre 2008
non ci credo
Perché il dolore non è in questo o in quello, forse temporaneamente.
il dolore, quello che ogni notte mi fa venire il mal di stomaco che sembra che esploda il cuore, quello che ogni volta che vedo o sento gente dire/fare cose mi fa venire solo voglia di spaccarmi e sparire in una nuvola di fumo, quello che la parabola è sempre discendente, e non sale mai.
se sale, cade.
inevitabilmente.
questo dolore è a monte di ogni cosa.
e voi continuate a non capire.
continuate a non voler vedere.
continuate a fare ciò che avete sempre fatto, senza stufarvi, mai.
senza chiedervi mai nulla. chiedendovi se siete felici e rispondendovi di si.
la cosa più grave è che rispondiate si. in qualunque situazione. con chiunque.
invece no. troppe poche le situazioni e poche le persone che meritano quel monosillabo.
perché dovete meritarvelo.
nulla è dovuto, a me.
e nulla è dovuto, a voi.
nulla, nel nulla.
dovreste esserci arrivati da tempo..
non ce la faccio.
però che fortuna mi dico certa gente, e c'han fatto solo 200 $.
eppure basterebbe poco. così poco. così poco da tutti perché tutti possano essere sinceri. onesti. perché tutti possano aver voglia delle cose. della vita. del vino. del fumo. degli amici che ci si saluta abbracciandosi. degli amici che ti chiamano solo per chiedere come va senza che ci sia un motivo maggiore. degli amici che se venite e trovarmi può essere solo gioia. degli amici da farci i martedì sera che senza accorgerti fuori diventa buio.
e anche dentro spesso.
non griderò mai alla vita per ciò che è.
non esulterò mai per questa società che mi abbandona ogni volta.
solo continuerò a vedere il cielo che diventa rosso.
rosso del mio cuore
e delle sue valvole.
e di come certe notti tutto fa male, ancora, li dentro.
e del perché voi non capiate i motivi.
e del fatto che sono anni di sonno arretrato a questo punto del 2008.
il dolore, quello che ogni notte mi fa venire il mal di stomaco che sembra che esploda il cuore, quello che ogni volta che vedo o sento gente dire/fare cose mi fa venire solo voglia di spaccarmi e sparire in una nuvola di fumo, quello che la parabola è sempre discendente, e non sale mai.
se sale, cade.
inevitabilmente.
questo dolore è a monte di ogni cosa.
e voi continuate a non capire.
continuate a non voler vedere.
continuate a fare ciò che avete sempre fatto, senza stufarvi, mai.
senza chiedervi mai nulla. chiedendovi se siete felici e rispondendovi di si.
la cosa più grave è che rispondiate si. in qualunque situazione. con chiunque.
invece no. troppe poche le situazioni e poche le persone che meritano quel monosillabo.
perché dovete meritarvelo.
nulla è dovuto, a me.
e nulla è dovuto, a voi.
nulla, nel nulla.
dovreste esserci arrivati da tempo..
non ce la faccio.
però che fortuna mi dico certa gente, e c'han fatto solo 200 $.
eppure basterebbe poco. così poco. così poco da tutti perché tutti possano essere sinceri. onesti. perché tutti possano aver voglia delle cose. della vita. del vino. del fumo. degli amici che ci si saluta abbracciandosi. degli amici che ti chiamano solo per chiedere come va senza che ci sia un motivo maggiore. degli amici che se venite e trovarmi può essere solo gioia. degli amici da farci i martedì sera che senza accorgerti fuori diventa buio.
e anche dentro spesso.
non griderò mai alla vita per ciò che è.
non esulterò mai per questa società che mi abbandona ogni volta.
solo continuerò a vedere il cielo che diventa rosso.
rosso del mio cuore
e delle sue valvole.
e di come certe notti tutto fa male, ancora, li dentro.
e del perché voi non capiate i motivi.
e del fatto che sono anni di sonno arretrato a questo punto del 2008.
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