Is this what you wanted? 'Cause this, this is what you're getting."
martedì 7 luglio 2026
S02 E05 - Nel parassitario moltiplicarsi dei giorni
Is this what you wanted? 'Cause this, this is what you're getting."
lunedì 29 giugno 2026
S02 E04 - A volte succedono magie
"La dignità ricomincia nel momento preciso in cui smettiamo di chiedere alle parole di smentire i fatti."
Rabdomante coi miei bacchetti di legno, non so bene dove né cosa cercare, ma penso che qualcosa troverò prima o poi.
La semina è parte del processo, il raccolto sarà una conseguenza. A volte però succedono magie, e da alcune frequenze costanti ci si riesce a distrarre. Oh, la sorpresa del ripensarci soltanto dopo!
Come mi manca raccontarti come sto, mamma. Come mi manca dirti che forse in quel punto del mio terreno un po' di acqua nuova l'ho trovata da bere, in questa valle bollente fatta di rimasugli di desiderio e degli arbusti immortali del dilemma di sopravvivere dovendo di nuovo ricominciare da capo con me stesso.
Sono magie vestite di un broccato preziosissimo, con tutti i miei altri me stesso come deuteragonisti, tutti impegnati nel riprendersi dopo la chirurgia lasciando da parte le angherie dell'animo. Ne abbiamo trovato tanto noi, di coraggio. Sono incredibili le risorse a cui sono riuscito ad accedere, per avvallare un nuovo tentativo di cambiamento.
Ed è davvero una questione di dignità, per cui nessuno dei tanti me vuole più picchiare i mignoli. Siamo in tanti adesso. Abbiamo tanti piedi da proteggere e tantissimi spigoli nel nostro cammino.
Non so se sia un atto di resistenza verso tutte le stronzate da cui sono circondato, o un opposto adeguarmi ma alla mia maniera, ma sicuro mi farò bastare ciò che ho continuando a rendere tutto prezioso e perfetto.
L'amicizia, il raccontare senza filtri ciò che mi è successo l'altra sera a casa, l'aggrapparmi a cose minuscole che però mi regalano appigli, sentimenti positivi, battute stupide o confessioni. Un me stesso che mi ricorda che non c'è niente che non va, che tante risposte non le avrò dalla vita, quindi tanto vale mandare in vacca i pensieri, relegarli allo ieri in attesa del domani.
Sono timido nei confronti della speranza, non le chiederò mai nulla. Diluizione e frammentazione non forniscono certezza del risultato. Senza impostori e senza sindromi con cui auto sabotarmi, resto fermo ad aspettare l'onda che spazzerà via la costa.
Così forse inizierò ad apprezzare questo mare che è sì bagnato di nostalgia, ma anche di futuro che brilla.
Le mie emozioni non saranno figlie di nessun impostore.
FATUM NOS IUNGET, AMICITIA FORTIOR.
sabato 20 giugno 2026
S02 E03 - Il demone di sangue
Chi lo sa come ha fatto a trovarmi...
"Ma cosa rimane? Perché a volte è tutto ancora così surreale?"
lunedì 15 giugno 2026
S02 E02 - A volte senza saperlo, altre volte sapendo fin troppo.
venerdì 29 maggio 2026
S02 E01 - Fides / Amae / Ikigai
Maggio quest'anno ha più le sembianze di una riffa con me stesso, piuttosto che di un mese primaverile come l'ho sempre considerato o vissuto.
- Fides -
Senza la boria di fare il gradasso che non si spaventa mai, ma l'avvicinarsi del mio soggiorno ospedaliero e dell'anniversario della morte di mamma mi spostano ancora gli stessi pavimenti. Le mie mani sono aperte, e vanno bene così, a definire una fiducia totale nel mio futuro prossimo.
- Amae / Ikigai -
Perché non mi vergogna il pensiero della mancanza né l'aver avuto bisogno di aiuto, e se fossi qui, mamma, minimizzerei le tue preoccupazioni su di me per non farti pensare troppo, ma ti abbraccerei fortissimo e tu capiresti tutto...un po' per cedere quel peso che non ha colpe, proprio come un figlio fa con la propria madre, un po' con quel fazzoletto chiuso a tenere quel poco di egoismo sacro che rimane, in una sorta di concetto per cui non c'è un cazzo da spiegare perché gli occhi mostrano già tutto, coi loro riflessi lucidi che fanno claudicare le parole e stringere forte gli abbracci.
Il tempo dell'attesa non mi rende più debole o più fragile di così ed il chiaro del sole, nello scuro della pazienza che a volte si perde, lo vedo eccome ma non mi sta giudicando. Mi sta solo aspettando. Non ho fretta di smettere di pensare all'abbandono, devo nuotarci ancora un po' in quei liquidi meandri mentali che non ricordavo di avere, né che fossero diventati così sensibili e diversi.
È "Il nostro capitale di smorfie, il simbolo dei nostri spasmi di quaggiù.” che mi ha cambiato così tanto, ma so che non sarà eterno. È solo la danza delle mie voci che si confidano di quanto manchino tutti quei colori che c'erano e che ora non ci sono più, ma che ancora esistono, in altri posti: nell'estate dell'anno scorso che, al prezzo peggiore mi ha insegnato cosa sia l'amore, nell'estate di quest'anno, nella mia vita, nel ricordo di mamma e della sua dolcezza infinita, nel mio cuore in deficit di sangue, ma con il midollo osseo ancora in forma per crearne di nuovo.
Ed è con il magone della gratitudine mista alla gioia di certe bestemmie, che mi convinco di questo. Ma che nodo pieno di piangere in gola a volte, dannazione.
Ma cercherò meglio! Da qualche parte, nei miei paradossi dove nessuno è autorizzato a guardare, ho lasciato una scatolina piena di me per i giorni così, per le nuove stagioni che iniziano e per non dimenticarmi più nulla sia delle notti attraversate, per arrivare al mattino raccogliendo gli occhi ancora gonfi dei fantasmi del sonno, sia di tutto ciò che "Ero, sono, sarò". Col sorriso però, in punta di piedi.
lunedì 11 maggio 2026
S01 E10 - "Hai il sole negli occhi!". Un tentativo di parlare a me stesso.
Ho visto tutto, sai? Baci, abbracci strettissimi, birrette, risate senza senso a battute senza senso, late night chiacchiericci, bestemmie e filosofia da giardino, Renatini bevuti, i concerti a cui andare e le tristezze che oggi le lasciamo fuori e domani ci penseremo, sedersi al contrario, l'ASST Franciacorta, la grigliatina, le mancanze che oggi le lasci fuori e domani ci penserai, i sorrisi, i racconti di quando eravate giovani, il pensare a un messaggio che forse non riceverai mai, le vittorie, le sconfitte, il bicchiere di vino rosso alla goccia pensando fosse Coca Cola. Ti ricordi che buono, comunque?
Anche se sul momento farà più male che bene, prometti che continuerai a provarci? E se il vuoto ti tirerà indietro per cercare sollievo nell'ovunque del passato pur di non sentirti solo, non sarà la lucidità a chiedere spazio, non cascarci.
giovedì 7 maggio 2026
S01 E09 - Un po' meno sovrappensiero, sulla giostra impazzita.
mercoledì 6 maggio 2026
S01 E08 - Le sensazioni di una sera giovane, sovrappensiero. All'Afelio.
C'è la finestra aperta, i bambini giocano al centro sportivo. Lola si agita sempre un po' quando qualcuno urla, vorrebbe solo giocare con loro. Il sole che tramonta è timido, ma non fa freddo. Certi di questi giorni nascono e muoiono come non riguardassero la primavera. Ho il telefono in mano, prendo appunti ispirato dal vento.
Vedo lo scorrere dei profumi primaverili, mi ci rifugio per farli miei prima che spariscano di nuovo, ma senza aver fretta di capirli. Se vanno è perché devono andare, non ne farò nuovamente un cruccio. In giardino è fiorita la siepe, c'è comunque un buon profumo.
Non ho più bisogno di pinze per spiegare cosa provo, mi muovo tra gli etimi e gli attimi di ciò che so e di ciò che sento, e un momento è diverso da quello precedente e da quello successivo. È difficile perché non ho ancora un equilibrio tale da permettermi di sedermi: ma ci provo. Sto in piedi, sbaglio, riprovo, faccio, disfo, sbadiglio, muoio e vivo di nuovo. Non ho invitato io tutti questi verbi nella mia vita, non volevo nessuno a rompere i coglioni. Ma sono loro in questi mesi a conoscere meglio casa mia, quindi forse mi devo fidare di tutti questi buchini all'infinito in cui mi rifugio. Gli ho dato un nome e anche loro mi conoscono.
Ho avuto paura del dolore ma non devo averne, nemmeno di affondare i passi in un fango non calcolato, dovesse piovere ancora (e pioverà ancora...). Ma so che il sole torna sempre, puntuale come l'alba stessa, a seccare i terreni e a renderli più sodi e solidi. Dando un nome anche al fango, uno all'erba e un altro all'asfalto, saprannno anche loro chi sono e sapranno che non li sto calpestando per il gusto di calpestarli. Sono grato anche a loro per questo, ma non celebro la guarigione e la sofferenza come due amiche narcise da mostrare, ma perché nel mio vivere stanno avendo un ruolo quasi grammaticale e non me ne vergogno.
Insieme al fatto che il terreno torna ad indurirsi col sole, mi accorgo anche che il suono dei miei passi, e di ogni cosa che è ora, risuona diversa, più forte di prima anche quando il mio sistema nervoso trema. E se a volte ho ancora la rabbia nelle dita, mi perdono. Perché mi rendo conto sia l'unico verbo da sostantivare rimasto a tenere vicini la mia testa e il mio corpo all’ombra ormai lunghissima di ciò che non è più, o che chissà, forse non è mai stato davvero.
E la gratitudine a me stesso, che è tanto complicata da capire e indirizzare all'inizio, diventa immensa e queste cicatrici generose me lo ricorderanno ogni volta; soprattutto ora che sono all'afelio, ora che sto imparando da capo la realtà e come si fa a parlare.
Kept for my ever-changing mental health."
sabato 2 maggio 2026
S01 E07 - Dove non dovrebbe esserci un'isola
martedì 28 aprile 2026
S01 E06 - Sono granulari i giorni
Camminare con le calze scomode è sempre camminare e a volte anche i momenti brutti raccontano storie belle.
Raccontano di momenti di supporto, di vicinanza, di consigli, di fare l'amore dopo un confronto. Raccontano di bolidi emotivi e porte semi chiuse ma che sono capaci di aprirsi quando serve e quando non serve.
Come lo psicopompo di me stesso, mi accompagno non verso un esito funesto, ma anzi, con occhio cerviero guardo bene dove appoggiare i piedi ad ogni passo, perché ognuno di essi è ricco di momenti, di lame di luce, di stronzate fatte ma con la testa di sapere da dove vengo e, ogni istante di più, verso cosa stia andando.
"Ma si lasciò portare dalla sua convinzione che gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma che la vita li obbliga ancora molte altre volte a partorirsi da loro stessi".
Mi abbandono alla voluttà, ma quella del tempellare me stesso nel normalizzare che quando amore e sofferenza sono proporzionati, non c'è satto nulla di sbagliato, soprattutto nella capacità di amare; che non devo spiegare a nessuno né la profondità dell'oceano in cui sto nuotando, né quale sia la mia definizione di "pesce del cazzo". E quando mi fermo sento il sale in bocca, ma so che è perché ce la sto mettendo tutta.
Quando l'Io bambino, che mi sta accompagnando anche da adulto, mi dirà di stare attento, lo ascolterò per davvero, perché per ora non posso permettermi di allontanarmi troppo da quella zona in cui so di poter esistere davvero senza che per forza qualcuno se ne accorga, perché mi basteranno i miei occhi e le mie mani come prova di me stesso; E rifugiarmi nella memoria del sentirmi a casa anche ben prima di spogliarmi nudo davanti ai miei desideri, non mi riporterà a casa, perché a casa ci sono già, e sono già nudo.
Coi muri più sporchi di prima sarò polvere, non per contare da quante bugie sia stato ingannato disegnandomi sopra con le dita, ma a ricordarmi di come la verità venga sempre a galla, anche senza usare lo swiffer.
martedì 21 aprile 2026
S01 E05 - Dare ad ogni cosa il suo spazio
Sorrisi e battute capite dopo.
Resilienza o sensibilità?
Pelle.
La lunghezza dei nostri arti non sufficiente a toccarci.
Emozioni docili.
Carne e mani morbide.
Occhi stanchi.
Foto di corpi.
Rumori di sesso.
Voci immaginate distinte tra milioni.
Odore di orgasmi e bestemmie.
Sentimenti come pianeti sfiniti da anni luce di orbite ripetute all'infinito.
Nulla tornerà uguale a quando siamo partiti.
Non le asfaltano più le strade?
Perché c'è ancora tutto questo casino nei miei corridoi?
L'unica via di uscita è attraverso.
And we can laugh off things that we know nothing about.
We can go forever, until you wanna sit it out."
venerdì 17 aprile 2026
S01 E04 - Fuoco arriverà anche per voi
Coi le sinapsi a volte ancora balorde, ho ancora così tanto da capire e da imparare e ogni giorno mi presenta il conto di quanto io debba indietro, anche senza fare il 730. Ma ammetto anche che ogni giorno mi regali comunque qualcosa e anche il solo rendermi conto di non pensare più soltanto al peggio già da un po’, mi concede un nuovo mattoncino di ciò che sono, da aggiungere al mio personale e nuovissimo muro. È incredibile cosa si riesca a fare e decidere, come cambia ciò che desidero e come grazie a questo io impari a camminare di nuovo ogni volta; senza gli spettri a svegliarmi nella notte per spaventarmi con il "BUH!" della mancanza. Non mi avrete di nuovo, demoni che state nell'armadio da non aprire mai più, quello della merda. Vaffanculo, voi e ogni cosa che rappresentate, perché non mi rappresentate più. E mi raccomando, fate attenzione alla coda di paglia il giorno che appiccherete un'altro incendio.
Fuoco, lo so perché all'inferno mi ci avete mandato, arriverà anche per voi.
We're scared of every evil possibility, and sacrifice our freedoms for some false safety.
Forgetting we are stronger than any of us, believe. Well, fuck love."
lunedì 13 aprile 2026
S01 E03 - Assertivo con me stesso, riscrivo il mio contorno
È un lavoro ogni giorno che mi tocca fare, perché a volte mi manca e me lo sogno ancora, come stavo chiuso tra le gambe o avvinghiato alle dita, alle dita in bocca, alla lingua, ai fluidi corporei, perso negli occhi o nei sorrisi camminando con le dita sulla pelle.
mercoledì 1 aprile 2026
S01 E02 - Ciao mamma, ci sentiamo domani quando sei sveglia.
Sento la tua voce chiamarmi, dalla cucina. Io, da davanti alla tv a giocare a Final Fantasy VII, metto in pausa: "Stefano vai in giardino a prendermi salvia e rosmarino per favore?"
Con uno sbuffo, vado. "Quanti rametti ti servono?". La domanda è inutile perché la risposta è sempre "Boh, un po'!" So che ti fa piacere li sciacqui e asciughi già, prima di usarli, e poi resto un po' a guardarti, sedendomi sulla cassapanca. Hanno un buon profumo, da lavati. È colpa della mia curiosità ma anche del ripieno dei ravioli pronto nella ciotolona, se te ne rubo sempre un sacco di cucchiaiate. Ricordo ancora il sapore inconfondibile della tua ricetta, insieme alla tue lamentele a forma di "Dai basta, che mi serve!".
In tutti gli oggi come oggi, la mancanza tira tanto verso di te. Lo sento nei sogni che ancora faccio, che mi fanno svegliare con la mancanza dei volti e delle mani e di cui vorrei parlarti, nei mesi passati e di quelli in corso in cui vorrei solo confidarmi un po', nel raccontarti che avevi ragione e dirti quanto, amare, mi abbia aperto in due. Vorrei farti vedere come a fatica ne stia uscendo davvero ma senza voler smettere di farlo, chiederti come stai, darti un bacio.
Siamo stati a pranzo tutti insieme Domenica, nel giorno del tuo compleanno. È stato bello. Mi sono fermato nel parcheggio qualche attimo poi, a cercarti con lo sguardo in mezzo alle vigne, per salutarti. Non riuscivo a vederti, perché sei ovunque.
mercoledì 18 marzo 2026
S01 E01 - Tacitare la belligeranza.
Ancora un po' confuso - lo ammetto - tra gli effetti Zeigarnik e Ovsiankin, sono proprio contento del sole in questi giorni. Sarà Guccini riesumato per caso, sarà il giubbetto con le toppe nuove e che vuol dire primavera, sarà stata la cena con papà o gli amici o il weekend in giro insieme a Lola, ma mi sento vada bene così per ora.
Se son d'umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie.
Di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo."