No non esistono momenti peggiori di quando desideriamo momenti migliori.
Se siamo una corda tesa tra la bestia e il superuomo sono pronto a scommettere che il prossimo passo sarà che ci sfilacceremo.
E che ordinerò ancora una volta.
Le risposte alle domande. I risultati di equazioni impossibili. Valutiamo. Ponderiamo. Abbaiamo x allontanare il nemico. Il ladro. Sappiamo smetteremo prima o poi. E che poi Ricominceremo. Se lo riterremo necessario. Inaleremo di nuovo. Dentro un automobile gelida. Con altro catarro da digerire. Con altri momenti da ricordare con gioia o con tristezza. Forse sverremo. O vomiteremo stremati. Abbiocco. Sonno. Veglia. Rem. Ponderiamo. Che sono tutti suoni. L'uno seguito dall'altro. Con gli occhi incrociati dall'odio puro che prova un cane mentre abbaia nel nulla. A nessuno. A caso. Senza voce. Ho bisogno di nuova propoli. E di altro grigio tale da confondermi gli occhi. Abbaiamo. Smettiamola. È ora che qualcuno ci dica che è tempo di cambiare aria.
sabato 19 dicembre 2009
martedì 8 dicembre 2009
alla fine di tutto il vapore
Sto respirando così piano e così profondamente che ogni cosa attorno attinge da questo ossigeno caldo.
Decido di respirare tutto, prima che finisca.
E' tutta, solo, acqua che si sparge sulle mie mucose per idratarmi.
Tutto intorno è gas.
Tutto intorno ribolle.
Tutto intorno stride di carezze bollenti sull'acciaio gelido.
Tutto intorno è vocìo confuso di voci diverse, impegnate, anonime.
Tutto intorno è fermento.
Tutto intorno ribolle.
Che sia caldo o freddo ribolle.
Tutto intorno sono sguardi fugaci. Innocui. Colpevoli. Sinceri. Mortificati. Complici. Disprezzanti.
E io. Io guardo e sorseggio, dalla mia tazza fumante.
Prima che sia troppo tardi per dissetarsi.
Prima che il tempo si porti via anche la nostra allegra e spensierata agonia.
Come se non lo sapessimo.
Abbiamo tutte le risposte che cerchiamo, è che nessuno ci dice dove guardare, o come si pronunciano quella frasi, o dove sono state spostate, oppure in che lingua sono scritte.
E se quel qualcuno nemmeno esistesse, riflettendo, si rivelerebbe tutta una clamorosa perdita di tempo.
Sarebbe uno smacco incredibile per le nostre memorie precarie volatili.
Rischieremmo un tracollo epocale.
E avremmo forse vergogna a camminare per strada.
Perderemmo troppo sangue lungo il corso e si accorgerebbero tutti del nostro passaggio.
Vaglielo a spiegare che noi abbiamo la memoria in bilico.
Avremmo paura di conoscere nuova gente e avremmo paura nel riconoscerla.
Dio mio quanto odio quando dimentico i volti.
E con loro i motivi per cui deve! essere necessario ricordarli.
Non possiamo più dimenticare, non ce lo possiamo più permettere. Dannata famosa memoria volatile.
Dobbiamo cercare di essere migliori, ad ogni costo. Migliori.
Ed è sempre così eccitante avere nuovi propositi.
Decido di respirare tutto, prima che finisca.
E' tutta, solo, acqua che si sparge sulle mie mucose per idratarmi.
Tutto intorno è gas.
Tutto intorno ribolle.
Tutto intorno stride di carezze bollenti sull'acciaio gelido.
Tutto intorno è vocìo confuso di voci diverse, impegnate, anonime.
Tutto intorno è fermento.
Tutto intorno ribolle.
Che sia caldo o freddo ribolle.
Tutto intorno sono sguardi fugaci. Innocui. Colpevoli. Sinceri. Mortificati. Complici. Disprezzanti.
E io. Io guardo e sorseggio, dalla mia tazza fumante.
Prima che sia troppo tardi per dissetarsi.
Prima che il tempo si porti via anche la nostra allegra e spensierata agonia.
Come se non lo sapessimo.
Abbiamo tutte le risposte che cerchiamo, è che nessuno ci dice dove guardare, o come si pronunciano quella frasi, o dove sono state spostate, oppure in che lingua sono scritte.
E se quel qualcuno nemmeno esistesse, riflettendo, si rivelerebbe tutta una clamorosa perdita di tempo.
Sarebbe uno smacco incredibile per le nostre memorie precarie volatili.
Rischieremmo un tracollo epocale.
E avremmo forse vergogna a camminare per strada.
Perderemmo troppo sangue lungo il corso e si accorgerebbero tutti del nostro passaggio.
Vaglielo a spiegare che noi abbiamo la memoria in bilico.
Avremmo paura di conoscere nuova gente e avremmo paura nel riconoscerla.
Dio mio quanto odio quando dimentico i volti.
E con loro i motivi per cui deve! essere necessario ricordarli.
Non possiamo più dimenticare, non ce lo possiamo più permettere. Dannata famosa memoria volatile.
Dobbiamo cercare di essere migliori, ad ogni costo. Migliori.
Ed è sempre così eccitante avere nuovi propositi.
martedì 10 novembre 2009
montagne fatte di verbi. e i polsini troppo stretti.
Ho capito che una parola in più è meglio dirla sempre.
Anche se o faccio fatica, o non c'ho voglia, o c'ho sete o c'ho fame.
Ho capito che a provarci non succede niente.
Ho capito che a provarci altre volte qualcosa succede.
Ho capito che lo sport è in mano alle televisioni.
Ho capito che le televisioni sono gabbie in cui la gente vuole incredibilmente chiudersi.
Ho capito che le mie dita si stanno accorciando.
Ho capito che nessuno fa niente per niente, per davvero. Nessuno.
Ho capito che sono diventato un ometto quel giorno in cui ho indossato i boxer la prima volta.
Ho capito che deve irrorare anche le mie mani il sangue.
Ho capito che il Metal vero non esiste più.
Ho capito che carta e penna mi stanno salvando e, annagrammando,slavando la vita.
Ho capito che non tutti i mali vengono sempre per nuocere, ma provano gusto, tanto gusto nel farlo lo stesso.
Ho capito che le lacrime a volte scendono nel naso e si seccano e poi arriva il dito indice.
Ho capito che certi amici non li perdi mai.
Ho capito che non diventerò mai un cantante serio.
Ho capito che già da tempo che un chitarrista non lo sarei mai stato.
Ho capito che nel nulla dobbiamo riuscire a guardare.
Ho capito che nel nulla esiste ancora qualcosa da guardare.
Ho capito che mamma e papà nonostante tutto sono sole e luna.
Ho capito che avere l'adsl non mi ha in fin dei conti cambiato la vita.
Ho capito che nemmeno un'automobile nera l'ha fatto.
Ho capito che adoro le camice a quadri.
Ho capito che l'unica cosa che toglie davvero la sete è l'acqua frizzante.
Ho capito che più dormo più dormirei.
Ho capito che lo stipendio di Luglio non lo prenderò mai più.
Ho capito che a volte faremmo tutti meglio a starcene zitti.
Ho capito che rendersi ridicoli di fronte agli occhi della ragazza che ami è la cosa più bella, più umana e se va male più triste di questa terra, fatta solo di sogni a forma di cielo.
Ho capito che innamorarsi sta diventando solo la voce di un verbo.
Che anche se a monte è infinito,
a valle t'annega.
Anche se o faccio fatica, o non c'ho voglia, o c'ho sete o c'ho fame.
Ho capito che a provarci non succede niente.
Ho capito che a provarci altre volte qualcosa succede.
Ho capito che lo sport è in mano alle televisioni.
Ho capito che le televisioni sono gabbie in cui la gente vuole incredibilmente chiudersi.
Ho capito che le mie dita si stanno accorciando.
Ho capito che nessuno fa niente per niente, per davvero. Nessuno.
Ho capito che sono diventato un ometto quel giorno in cui ho indossato i boxer la prima volta.
Ho capito che deve irrorare anche le mie mani il sangue.
Ho capito che il Metal vero non esiste più.
Ho capito che carta e penna mi stanno salvando e, annagrammando,slavando la vita.
Ho capito che non tutti i mali vengono sempre per nuocere, ma provano gusto, tanto gusto nel farlo lo stesso.
Ho capito che le lacrime a volte scendono nel naso e si seccano e poi arriva il dito indice.
Ho capito che certi amici non li perdi mai.
Ho capito che non diventerò mai un cantante serio.
Ho capito che già da tempo che un chitarrista non lo sarei mai stato.
Ho capito che nel nulla dobbiamo riuscire a guardare.
Ho capito che nel nulla esiste ancora qualcosa da guardare.
Ho capito che mamma e papà nonostante tutto sono sole e luna.
Ho capito che avere l'adsl non mi ha in fin dei conti cambiato la vita.
Ho capito che nemmeno un'automobile nera l'ha fatto.
Ho capito che adoro le camice a quadri.
Ho capito che l'unica cosa che toglie davvero la sete è l'acqua frizzante.
Ho capito che più dormo più dormirei.
Ho capito che lo stipendio di Luglio non lo prenderò mai più.
Ho capito che a volte faremmo tutti meglio a starcene zitti.
Ho capito che rendersi ridicoli di fronte agli occhi della ragazza che ami è la cosa più bella, più umana e se va male più triste di questa terra, fatta solo di sogni a forma di cielo.
Ho capito che innamorarsi sta diventando solo la voce di un verbo.
Che anche se a monte è infinito,
a valle t'annega.
giovedì 5 novembre 2009
Rappreso e anonimo. Un distillato di menate.
Non andrò a letto, per ora.
Decido di continuare a confondermi a me stesso.
Ho deciso di dubitare di alcune cose, e sono pronto, mi sento pronto.
Sono pronto ad essere migliore. No, è troppo presto perché sia solo il finto proposito del nuovo anno, che così velocemente è arrivato, così velocemente se ne sta andando per lasciare spazio, tempo, movimento, altre velocità, altri impatti, altre forme d'onda, altre forze d'urto.
Ho deciso di sfrecciare.
E di lasciare il segno in proporzione all'effettiva velocità.
Più facciamo velocemente, più siamo inprecisi e per niente minuziosi.
Così, forse, non si accorgeranno di me.
Così, forse, non capiranno "cos'è stato".
Così, forse concluderò con il domani misterioso.
Oggi decido di sfrecciare.
Oggi decido di rapprendermi un altro pochino.
Oggi decido per me.
Sono pronto ad accumulare meno umidità per bruciare un po' di quell'amor proprio che mi porto dentro.
Per bruciare un po' e lasciare sapore di torba.
Da alimentare una distilleria.
Gluc,brrr.
Decido di continuare a confondermi a me stesso.
Ho deciso di dubitare di alcune cose, e sono pronto, mi sento pronto.
Sono pronto ad essere migliore. No, è troppo presto perché sia solo il finto proposito del nuovo anno, che così velocemente è arrivato, così velocemente se ne sta andando per lasciare spazio, tempo, movimento, altre velocità, altri impatti, altre forme d'onda, altre forze d'urto.
Ho deciso di sfrecciare.
E di lasciare il segno in proporzione all'effettiva velocità.
Più facciamo velocemente, più siamo inprecisi e per niente minuziosi.
Così, forse, non si accorgeranno di me.
Così, forse, non capiranno "cos'è stato".
Così, forse concluderò con il domani misterioso.
Oggi decido di sfrecciare.
Oggi decido di rapprendermi un altro pochino.
Oggi decido per me.
Sono pronto ad accumulare meno umidità per bruciare un po' di quell'amor proprio che mi porto dentro.
Per bruciare un po' e lasciare sapore di torba.
Da alimentare una distilleria.
Gluc,brrr.
lunedì 2 novembre 2009
a fuoco lento aggiungere gli aromi
Faccio bollire i miei pensieri come se stesse andando tutto bene. E non mi accorgo che invece sono così debole e bisognoso di altre proteine. Voglio convincermi che è tutto al suo posto. Ma i salti sono sempre così alti e le serate così fredde che mi rassegno a moltiplicarmi nelle parole.
Mi rassegno a infilarmi sotto strati di coperte x accumulare calore.
Aiutatemi a sparire.
Aiutatemi a raddrizzarmi le ossa.
Datemi dei motivi per non raggrinzirmi oltre.
Datemi dei motivi altri motivi e nuove ragioni per le quali valga la pena consumare le ossa su questa terra che brucia come asfalto caldo sotto i piedi.
Aiutatemi a sparire.
Aiutatemi a raddrizzarmi le ossa.
E sono i tonfi notturni a tenermi sveglio
Quelli che nessuno può vedere e nessuno può sentire.
Nessuno può vedere..
scusa ma non posso evitare il ricordo con la canzoncina in questione.
manchi. un po'.
Mi rassegno a infilarmi sotto strati di coperte x accumulare calore.
Aiutatemi a sparire.
Aiutatemi a raddrizzarmi le ossa.
Datemi dei motivi per non raggrinzirmi oltre.
Datemi dei motivi altri motivi e nuove ragioni per le quali valga la pena consumare le ossa su questa terra che brucia come asfalto caldo sotto i piedi.
Aiutatemi a sparire.
Aiutatemi a raddrizzarmi le ossa.
E sono i tonfi notturni a tenermi sveglio
Quelli che nessuno può vedere e nessuno può sentire.
Nessuno può vedere..
scusa ma non posso evitare il ricordo con la canzoncina in questione.
manchi. un po'.
mercoledì 21 ottobre 2009
Dove le emozioni sono abitanti volatili
Continuiamo a parlare.
Anche quando facciamo così fatica perché la lingua non preme sul palato a dovere.
Ma dobbiamo farlo, in fondo. E fino in fondo.
Fino a sentire le lingua dolorante prima di addormentarci. Fino giù, dove nemmeno a tirarla fuori dalla bocca davanti allo specchio riusciamo a vedere. Fin dove le parole e la voce nascono.
Giù, dove si annidano i nostri esseri molteplici. Dove le emozioni sono abitanti volatili che rametto dopo rametto hanno costruito una calda casa.
Giù, dove il male alla lingua mi fa venire voglia di pigiare dei tasti.
Questa vita è troppo umida, mi sono rassegnato a doverla contnuarmente rabboccare con nuova fiamma e illuminarla con nuovo sole, ove possibile, perché sia secca al punto giusto, in una nostalgia malinconica di masochismo.
In una vaga rappresentazione di quello che la vita ideale dovrebbe essere.
Come dovrebbe essere? (Viene da chiederselo).
Siamo aloni di macchie resistenti, gli omini bianchi non possono nulla qui e ora;
Siamo aloni di sudore.
Siamo capi sbiaditi.
E succubi di altri strati di tentato amor proprio.
Ho deciso di girare ancora una volta. E la via è più buia di quella che ho provato in precedenza.
Le lampadine ci sono, ma sono bruciate.
Anche quando facciamo così fatica perché la lingua non preme sul palato a dovere.
Ma dobbiamo farlo, in fondo. E fino in fondo.
Fino a sentire le lingua dolorante prima di addormentarci. Fino giù, dove nemmeno a tirarla fuori dalla bocca davanti allo specchio riusciamo a vedere. Fin dove le parole e la voce nascono.
Giù, dove si annidano i nostri esseri molteplici. Dove le emozioni sono abitanti volatili che rametto dopo rametto hanno costruito una calda casa.
Giù, dove il male alla lingua mi fa venire voglia di pigiare dei tasti.
Questa vita è troppo umida, mi sono rassegnato a doverla contnuarmente rabboccare con nuova fiamma e illuminarla con nuovo sole, ove possibile, perché sia secca al punto giusto, in una nostalgia malinconica di masochismo.
In una vaga rappresentazione di quello che la vita ideale dovrebbe essere.
Come dovrebbe essere? (Viene da chiederselo).
Siamo aloni di macchie resistenti, gli omini bianchi non possono nulla qui e ora;
Siamo aloni di sudore.
Siamo capi sbiaditi.
E succubi di altri strati di tentato amor proprio.
Ho deciso di girare ancora una volta. E la via è più buia di quella che ho provato in precedenza.
Le lampadine ci sono, ma sono bruciate.
lunedì 12 ottobre 2009
uccidere i fantasmi e allenare il miocardio
Non mi ero svegliato con il solito tarlo nella testa.
Ce l'avevo quasi fatta.
Ma a volte, anzi sempre, ritornano.
Sia i fantasmi sia i conseguenti tuffi al cuore.
Ogni volta sembriamo dimenticarceli, ma quando li sentiamo ci accorgiamo di quanto il cuore non sia solo un organo che pompa sangue.
Sembra che li si annidino tutte le emozioni, in giacigli costruiti un rametto alla volta. Un rametto per volta, ognuno raccolto col becco. Abbiamo lavorato tanto per costruire una base solida, ma ogni volta sembra che possa scoppiare tutto.
E il punto è proprio che non scoppia mai.
Leggevo che senza malinconia non esiste poesia.
Leggevo che a volte le persone ci mancano più del dovuto.
E più di quanto sappiamo di poter osare.
Più di quanto sappia reggere il nostro miocardio.
Sappiamo di non potere, e che in realtà non lo vogliamo, ne siamo convinti, ma facciamo di tutto per evitare le prese di coscienza.
Siamo inconscienti.
Siamo incoerenti.
Siamo fregati.
Avevo riscritto i miei contorni un giorno, tempo fa.
Mi trovo a doverli riscrivere di nuovo.
Mi trovo a pensare che forse ho fatto tutto per niente, che probabilmente ho buttato tempo ed emozioni, sorrisi e complimenti, gasolio e consumo gomme.
Mi trovo a pensare che sarebbe un pelo tutto più sereno nonostante l'acciaio sotto il palato.
Si, più sereno.
Ma forse, al solito, mi piace immaginare. Mi piace vedere come potrebbero essere le cose se...
Forse sarebbe stato tutto fottutamente uguale ad ora, solo con dei connotati differenti.
Dei dettagli.
Delle piccolezze.
Visi diversi.
Occhi diversi.
Espressioni e sorrisi diversi.
Note diverse.
Probabilmente si.
Il gusto in gola è sempre quello di bruciacchiato.
Ce l'avevo quasi fatta.
Ma a volte, anzi sempre, ritornano.
Sia i fantasmi sia i conseguenti tuffi al cuore.
Ogni volta sembriamo dimenticarceli, ma quando li sentiamo ci accorgiamo di quanto il cuore non sia solo un organo che pompa sangue.
Sembra che li si annidino tutte le emozioni, in giacigli costruiti un rametto alla volta. Un rametto per volta, ognuno raccolto col becco. Abbiamo lavorato tanto per costruire una base solida, ma ogni volta sembra che possa scoppiare tutto.
E il punto è proprio che non scoppia mai.
Leggevo che senza malinconia non esiste poesia.
Leggevo che a volte le persone ci mancano più del dovuto.
E più di quanto sappiamo di poter osare.
Più di quanto sappia reggere il nostro miocardio.
Sappiamo di non potere, e che in realtà non lo vogliamo, ne siamo convinti, ma facciamo di tutto per evitare le prese di coscienza.
Siamo inconscienti.
Siamo incoerenti.
Siamo fregati.
Avevo riscritto i miei contorni un giorno, tempo fa.
Mi trovo a doverli riscrivere di nuovo.
Mi trovo a pensare che forse ho fatto tutto per niente, che probabilmente ho buttato tempo ed emozioni, sorrisi e complimenti, gasolio e consumo gomme.
Mi trovo a pensare che sarebbe un pelo tutto più sereno nonostante l'acciaio sotto il palato.
Si, più sereno.
Ma forse, al solito, mi piace immaginare. Mi piace vedere come potrebbero essere le cose se...
Forse sarebbe stato tutto fottutamente uguale ad ora, solo con dei connotati differenti.
Dei dettagli.
Delle piccolezze.
Visi diversi.
Occhi diversi.
Espressioni e sorrisi diversi.
Note diverse.
Probabilmente si.
Il gusto in gola è sempre quello di bruciacchiato.
martedì 6 ottobre 2009
Vaffanculo io vivo vivendo. ?
Mi ricordo una delle ultime volte che ho pianto. E mi ricordo che non m'aveva fatto bene. Forse ora funzionerebbe.
Stavo uscendo per andare a scuola, era la prima o la seconda o forse la terza media, non importa.
Volevo andarci in bici, perché tutti ci andavamo in bicicletta a scuola.
Non vedevo che problemi potessero esserci se anche io l'avessi usata.
Mio padre invece, a quanto parve, aveva problemi. E mi prese la bici, la spinse contro il muro di cinta e, arrabbiatissimo, mi disse: Va bene! Se vuoi andarci, vacci.
Non ho mai capito il perché. Forse la ragione erano i problemi che c'erano all'epoca; di quelli che quando una persona è troppo legata/fiera al e del proprio lavoro, che quando questo va male, e andava male lo ricordo benissimo, tutte le menate ricascano nella famiglia. E, in quel caso, nel FIGLIO più piccolo.
Io.
Piansi così tanto che alla fine andai a piedi.
Avrei detto "Vaffanculo" se avessi avuto più dimestichezza. Non lo dissi per rispetto, perché al proprio padre non si risponde, se non in casi eccezionali. E' questione di educazione.
Quel giorno fu il giorno più triste fino a quel momento. Ribadisco, fino a quel momento.
Le cose cambiano, ma oggi sotto quel portico c'è ancora quella bici. Passata per mani diverse, ma ancora li, per me, tutta sgangherata, col freno davanti che fa tremare il cerchione quando tiri il filo. E senza più il porta borraccia.
Fino a quel momento.
Poi si cresce, si frequenta gente, si baciano le ragazze, si fumano le sigarette, si leggono i giornaletti pornografici insieme ai proprio amichetti, mai con la amichette (non che ne abbia mai avute troppe, anzi).
Ci si nascondeva dietro la discarica io e A.
Si ascoltavano i Metallica.
Si faceva lezione di chitarra insieme.
Si andava all'oratorio, io e A.
Si iniziava a suonare nella sua cantina, io e A.
Si parlava di tutto, e sempre in maniera così sincera, che con lui la bicicletta restava a casa, senza lacrime e senza parolacce. Tenevamo vivi i piedi.
Mi manca quel tempo. L'epoca del "credodisaperetuttoevivovivendo". Vivo Vivendo.
Credevo fosse tutto.
Cosa ci è rimasto?
Sento dire che tu ora sia ingrassato, ne sono contento.
Il tuo corpo funziona ancora. Gli ultimi tuoi occhi che ho visto invece no.
Ma ancora non ho trovato tutto il coraggio per farmi vedere, e per farti vedere i miei occhi. E sento dire che altri l'hanno avuto.
Forse perché è stato diverso, noi.
Forse.
O forse che ogni tanto, un bel "vaffanculo" lo direi a me, in lacrime.
Vaffanculo.
Stavo uscendo per andare a scuola, era la prima o la seconda o forse la terza media, non importa.
Volevo andarci in bici, perché tutti ci andavamo in bicicletta a scuola.
Non vedevo che problemi potessero esserci se anche io l'avessi usata.
Mio padre invece, a quanto parve, aveva problemi. E mi prese la bici, la spinse contro il muro di cinta e, arrabbiatissimo, mi disse: Va bene! Se vuoi andarci, vacci.
Non ho mai capito il perché. Forse la ragione erano i problemi che c'erano all'epoca; di quelli che quando una persona è troppo legata/fiera al e del proprio lavoro, che quando questo va male, e andava male lo ricordo benissimo, tutte le menate ricascano nella famiglia. E, in quel caso, nel FIGLIO più piccolo.
Io.
Piansi così tanto che alla fine andai a piedi.
Avrei detto "Vaffanculo" se avessi avuto più dimestichezza. Non lo dissi per rispetto, perché al proprio padre non si risponde, se non in casi eccezionali. E' questione di educazione.
Quel giorno fu il giorno più triste fino a quel momento. Ribadisco, fino a quel momento.
Le cose cambiano, ma oggi sotto quel portico c'è ancora quella bici. Passata per mani diverse, ma ancora li, per me, tutta sgangherata, col freno davanti che fa tremare il cerchione quando tiri il filo. E senza più il porta borraccia.
Fino a quel momento.
Poi si cresce, si frequenta gente, si baciano le ragazze, si fumano le sigarette, si leggono i giornaletti pornografici insieme ai proprio amichetti, mai con la amichette (non che ne abbia mai avute troppe, anzi).
Ci si nascondeva dietro la discarica io e A.
Si ascoltavano i Metallica.
Si faceva lezione di chitarra insieme.
Si andava all'oratorio, io e A.
Si iniziava a suonare nella sua cantina, io e A.
Si parlava di tutto, e sempre in maniera così sincera, che con lui la bicicletta restava a casa, senza lacrime e senza parolacce. Tenevamo vivi i piedi.
Mi manca quel tempo. L'epoca del "credodisaperetuttoevivovivendo". Vivo Vivendo.
Credevo fosse tutto.
Cosa ci è rimasto?
Sento dire che tu ora sia ingrassato, ne sono contento.
Il tuo corpo funziona ancora. Gli ultimi tuoi occhi che ho visto invece no.
Ma ancora non ho trovato tutto il coraggio per farmi vedere, e per farti vedere i miei occhi. E sento dire che altri l'hanno avuto.
Forse perché è stato diverso, noi.
Forse.
O forse che ogni tanto, un bel "vaffanculo" lo direi a me, in lacrime.
Vaffanculo.
domenica 27 settembre 2009
Ci vorebbe un detergente per vetro
Le provo sempre tutte. Le parole.
Le cerco, le trovo, le valuto, mi ci innamoro, mi ci perdo, ci immmergo gli arti, le peso, le annuso, le assaggio, le lecco, le parlo, le rido, le nascondo, ci gioco, le sbiascico.
Ma spesso le dimentico.
Dimentico i dittonghi, e dimentico dove vanno gli accenti, dimentico le h, e non uso gli apostrofi.
Che smacchi grammaticali. Oh, me misero me tapino.
Dimentico le regole base, dimentico quei sottili sentieri invisibili che uniscono tutto.
Vorrei si aprisse, la testa. La mia.
Vorrei che s'aprisse e da li uscisse tutto, per ripulirla. Per riempirla di nuovo. Pulire, riempire. Pulire, riempire. Pulire, riempire.
Mi sono stufato di delineare ogni dolcezza e ogni tristezza di queste giornate.
Mi sono stufato di cercarla, la dolcezza.
Mi sono stufato di non trovare mai dei riscontri, tangibili. Toccabili. Delineabili a vista. E a vita.
Rimane sempre tutto chiuso in una teca di vetro piena di impronte digitali non mie. E con l'allarme inserito.
Ci vorrebbe un detergente su questo vetro.
Mi sono stufato di vedere le cose da fuori, senza poterci mettere mano.
Mi sono stufato di dover staccare i rimasugli dalla lingua e di sputarli.
Mi sono stancato di scappare dopo averci provato.
Non mi voglio far catturare, ma se è questo che volete...beh, sapete dove trovarmi..
Perché non mi venite a prendere?
Quante possibilità ho?
Quanta vita ho ancora?
Ricercando la felicità sto iniziando a perdere il conto.
Le cerco, le trovo, le valuto, mi ci innamoro, mi ci perdo, ci immmergo gli arti, le peso, le annuso, le assaggio, le lecco, le parlo, le rido, le nascondo, ci gioco, le sbiascico.
Ma spesso le dimentico.
Dimentico i dittonghi, e dimentico dove vanno gli accenti, dimentico le h, e non uso gli apostrofi.
Che smacchi grammaticali. Oh, me misero me tapino.
Dimentico le regole base, dimentico quei sottili sentieri invisibili che uniscono tutto.
Vorrei si aprisse, la testa. La mia.
Vorrei che s'aprisse e da li uscisse tutto, per ripulirla. Per riempirla di nuovo. Pulire, riempire. Pulire, riempire. Pulire, riempire.
Mi sono stufato di delineare ogni dolcezza e ogni tristezza di queste giornate.
Mi sono stufato di cercarla, la dolcezza.
Mi sono stufato di non trovare mai dei riscontri, tangibili. Toccabili. Delineabili a vista. E a vita.
Rimane sempre tutto chiuso in una teca di vetro piena di impronte digitali non mie. E con l'allarme inserito.
Ci vorrebbe un detergente su questo vetro.
Mi sono stufato di vedere le cose da fuori, senza poterci mettere mano.
Mi sono stufato di dover staccare i rimasugli dalla lingua e di sputarli.
Mi sono stancato di scappare dopo averci provato.
Non mi voglio far catturare, ma se è questo che volete...beh, sapete dove trovarmi..
Perché non mi venite a prendere?
Quante possibilità ho?
Quanta vita ho ancora?
Ricercando la felicità sto iniziando a perdere il conto.
lunedì 21 settembre 2009
Spaesato e vagamente accentuato nell'inaridimento.
101 post senza accorgersi, e senza festeggiare al 100esimo.
La Bongiornata: alleegriia!
Non ho mai fatto niente di male.
E si, questo lo dico io.
Che direbbero tutti? Che direbbero? Come la penserebbero se qualcuno glielo chiedesse? O se io glielo chiedessi? Come reagirebbero? Con che espressioni modellerebbero il proprio volto? Vergogna? Rabbia? Paura? Verità? Bugia?
Capirei senza che parlassero? Potrei mai capire?
E potrei mai reagire?
Ho conosciuto persone, ombre, muri di pelle, buchi di pelle, pelli ripiene, pelli svuotate, involucri, o solo ripieni, facce con e facce senza occhi, uomini senza più la lingua, donne senza più i denti, ragazzi persi, ragazzi che sa stringono tutta addosso la loro paura di fare a meno di quella che loro credono la loro vita, madri che non conoscono o nemmeno immaginano, padri che, lungimiranti, si legano addosso una progenie deviata, badanti che fanno causa alle proprie datrici di lavoro, bambini felici, bambini timidi, bambine sorridenti, nipoti perfette, amici fidati, amici svaniti, amici morti, cantanti esaltati, titolari di partite iva e di carte di credito illimitate, baristi più ubriachi dei clienti, uomini da due lire, uomini da milioni di euro, piromani dell'incendiarsi la faccia, uomini che hanno picchiato i gomiti scivolando indietro, uomini senza più palpebre, e senza il bisogno di inumidirle ogni tanto.
Per quello ogni tanto piove, ma per il resto?
Siamo esseri vuoti? Pieni? Mezzi ottimisti o mezzi pessimisti?
Chiediamolo alla pioggia. Chiediamolo al mondo. Risponderanno entrambi con altre domande.
Risponderanno tutti con altre domande o altre gocce. E per primo chiederanno il perché. Perché?
Catapulteranno ogni vaga parola nelle nostre orecchie.
E noi vaghi svaniremo.
Camminiamo, salutiamo, ripartiamo, aspettiamo turni, orari, appuntamenti dal dentista, guardiamo nuove serie tv, e capiamo i volti;
Aspettiamoci pure di impazzire.
E salviamoci prima del prossimo tuono.
La Bongiornata: alleegriia!
Non ho mai fatto niente di male.
E si, questo lo dico io.
Che direbbero tutti? Che direbbero? Come la penserebbero se qualcuno glielo chiedesse? O se io glielo chiedessi? Come reagirebbero? Con che espressioni modellerebbero il proprio volto? Vergogna? Rabbia? Paura? Verità? Bugia?
Capirei senza che parlassero? Potrei mai capire?
E potrei mai reagire?
Ho conosciuto persone, ombre, muri di pelle, buchi di pelle, pelli ripiene, pelli svuotate, involucri, o solo ripieni, facce con e facce senza occhi, uomini senza più la lingua, donne senza più i denti, ragazzi persi, ragazzi che sa stringono tutta addosso la loro paura di fare a meno di quella che loro credono la loro vita, madri che non conoscono o nemmeno immaginano, padri che, lungimiranti, si legano addosso una progenie deviata, badanti che fanno causa alle proprie datrici di lavoro, bambini felici, bambini timidi, bambine sorridenti, nipoti perfette, amici fidati, amici svaniti, amici morti, cantanti esaltati, titolari di partite iva e di carte di credito illimitate, baristi più ubriachi dei clienti, uomini da due lire, uomini da milioni di euro, piromani dell'incendiarsi la faccia, uomini che hanno picchiato i gomiti scivolando indietro, uomini senza più palpebre, e senza il bisogno di inumidirle ogni tanto.
Per quello ogni tanto piove, ma per il resto?
Siamo esseri vuoti? Pieni? Mezzi ottimisti o mezzi pessimisti?
Chiediamolo alla pioggia. Chiediamolo al mondo. Risponderanno entrambi con altre domande.
Risponderanno tutti con altre domande o altre gocce. E per primo chiederanno il perché. Perché?
Catapulteranno ogni vaga parola nelle nostre orecchie.
E noi vaghi svaniremo.
Camminiamo, salutiamo, ripartiamo, aspettiamo turni, orari, appuntamenti dal dentista, guardiamo nuove serie tv, e capiamo i volti;
Aspettiamoci pure di impazzire.
E salviamoci prima del prossimo tuono.
domenica 13 settembre 2009
l'odio procura solo altro odio- Episodio 3: la fuga
[....]
tu non sbagli mai?
io non sbaglio mai. io voglio tutto. io non sbaglio niente e mai. ne sono sicuro.
ma fuggi sempre quando lo spettacolo inizia.questo è ciò che fai. sbagliare e scappare. tu credi sia giusto?
credo piuttosto sia conveniente. giusto o sbagliato non saprei effettivamente, direi conveniente, una chance per la quale approfittare. ogni lasciata è persa, no?
appunto, tu lasci, e tu perdi.
No io approfitto, non lascio. Se abbandono è perché proprio non ne vedo motivo. Di continuare. Ti senti mai fuori posto? o obbligato a star li seduto contro il tuo volere?
Oh, a voglia.
Ecco. Quello non è lasciare, quello è fregarsene. E fregarsene è più che consentito.
E' d'obbligo quando lo ritengo necessario.
Ho sempre pensato che affrontare problemi fosse la priorità. In realtà la priorità sarebbe evitare di procurarseli, evitare di fare ricchezza di tutti gli attimi, questa avidità di momenti. Forse hai ragione. Evitare, quando evitare non significa scappare, o lasciare.
Ho ragione, punto.
Fregatene. Futtitinn'. Futtitin'. Futtitin'.
L'imperativo è dare fuoco alla vita, ma non troppo. Si rischierebbe di farsela piacere troppo alla lunga.
Domani pioverà, avete visto?
tu non sbagli mai?
io non sbaglio mai. io voglio tutto. io non sbaglio niente e mai. ne sono sicuro.
ma fuggi sempre quando lo spettacolo inizia.questo è ciò che fai. sbagliare e scappare. tu credi sia giusto?
credo piuttosto sia conveniente. giusto o sbagliato non saprei effettivamente, direi conveniente, una chance per la quale approfittare. ogni lasciata è persa, no?
appunto, tu lasci, e tu perdi.
No io approfitto, non lascio. Se abbandono è perché proprio non ne vedo motivo. Di continuare. Ti senti mai fuori posto? o obbligato a star li seduto contro il tuo volere?
Oh, a voglia.
Ecco. Quello non è lasciare, quello è fregarsene. E fregarsene è più che consentito.
E' d'obbligo quando lo ritengo necessario.
Ho sempre pensato che affrontare problemi fosse la priorità. In realtà la priorità sarebbe evitare di procurarseli, evitare di fare ricchezza di tutti gli attimi, questa avidità di momenti. Forse hai ragione. Evitare, quando evitare non significa scappare, o lasciare.
Ho ragione, punto.
Fregatene. Futtitinn'. Futtitin'. Futtitin'.
L'imperativo è dare fuoco alla vita, ma non troppo. Si rischierebbe di farsela piacere troppo alla lunga.
Domani pioverà, avete visto?
venerdì 4 settembre 2009
uccelli della notte
Mi state guidando, uccelli della notte.
Mi state guidando su un cumulo di macerie, e sopra c'è una croce.
Mi avvicino e vedo scritto il mio nome in maiuscolo, sottolineato, cancellato.
Si legge lo stesso. e sotto, in piccolo, c'è scritto valoroso.
Ci piace ricordarlo così. Che scrive con l'incombenza di sole 4 ore di sonno prima di un lavoro, che è pur sempre temporaneo, ma che è pur sempre un lavoro.
Non è la mia massima aspirazione l'imbianchino ma senza soldi è tutto buono.
Ho chiacchierato con un caro amico stasera sulla mia situazione emotiva ultimamente. E sono proprio una merda. Le batoste sono sempre dietro l'angolo, l'ho sempre saputo, ma così prepotentemente non avrei mai pensato. Ci sto saltando fuori, ora sto iniziando a respirare fuori dall'acqua. Non mi smentisco mai.
Credo che queste siano le prove che il dio del caso vuole proporci, e che vuole vedere se affrontiamo o no. Se non le affrontiamo siamo le merde. Se le affrontiamo e vinciamo siamo fighi, se le affrontiamo e perdiamo siamo merde comunque, come non aver accettato. Che non è poi così giusto, no?
Fatto sta che saremo sempre pronti di nuovo. D. dice che queste cosidette prove servono a modellarci, a formare quello che saremo nel tempo, a correggere quello siamo, a non essere quello che non dobbiamo essere. Come Demi Moore coi vasi di Patrick Swaize. Senza che ci siamo i fantasmi però.
Modellarci.
Che è poi quello che vorrei fare ogni giornomomentoattimo. Accetterò di doverlo fare da solo. E accetto questa nuova sfida. Con piacere e, una volta tanto, con fierezza.
Perché non tutta la merda viene per puzzare.
O meglio, magari poi la puzza passa.
Alla voce, Ste.
Mi state guidando su un cumulo di macerie, e sopra c'è una croce.
Mi avvicino e vedo scritto il mio nome in maiuscolo, sottolineato, cancellato.
Si legge lo stesso. e sotto, in piccolo, c'è scritto valoroso.
Ci piace ricordarlo così. Che scrive con l'incombenza di sole 4 ore di sonno prima di un lavoro, che è pur sempre temporaneo, ma che è pur sempre un lavoro.
Non è la mia massima aspirazione l'imbianchino ma senza soldi è tutto buono.
Ho chiacchierato con un caro amico stasera sulla mia situazione emotiva ultimamente. E sono proprio una merda. Le batoste sono sempre dietro l'angolo, l'ho sempre saputo, ma così prepotentemente non avrei mai pensato. Ci sto saltando fuori, ora sto iniziando a respirare fuori dall'acqua. Non mi smentisco mai.
Credo che queste siano le prove che il dio del caso vuole proporci, e che vuole vedere se affrontiamo o no. Se non le affrontiamo siamo le merde. Se le affrontiamo e vinciamo siamo fighi, se le affrontiamo e perdiamo siamo merde comunque, come non aver accettato. Che non è poi così giusto, no?
Fatto sta che saremo sempre pronti di nuovo. D. dice che queste cosidette prove servono a modellarci, a formare quello che saremo nel tempo, a correggere quello siamo, a non essere quello che non dobbiamo essere. Come Demi Moore coi vasi di Patrick Swaize. Senza che ci siamo i fantasmi però.
Modellarci.
Che è poi quello che vorrei fare ogni giornomomentoattimo. Accetterò di doverlo fare da solo. E accetto questa nuova sfida. Con piacere e, una volta tanto, con fierezza.
Perché non tutta la merda viene per puzzare.
O meglio, magari poi la puzza passa.
Alla voce, Ste.
mercoledì 2 settembre 2009
l'aldilà esiste eccome
Credo nell'aldilà, ci sono stato l'altra sera.
Un Lunedì da coglioni, e niente che mi rendesse Leone a causarlo.
Sono scivolato su una lastra di illusione pazzesca. Ammetto lo scivolone, mi rialzo, ridacchio per sminuire la figura, e porto a casa tutti i burattini, tutte le caramelle, tutta la sabbia rimasta nel risvolto dei pantaloni, tutta la fierezza di esserci arrivato a pochissimi mm. Dalla gioia.
Ora posso ridacchiare. E piangere su tutto quello che sarebbe potuto essere. Ma non lo farò. E non lo farà. Ho per fortuna, o purtroppo, imparato ad accettare quello che arriva, tutto.
Non per svogliatezza. Nè per stanchezza, nè per menefreghismo.
Ma perché m'accontento, e se una cosa capisco che non la posso raggiungere, devo, ahimè, lasciarla perdere. Con la complicazione del "non completamente". E' questo non completamente che esplode. E non è nemmeno troppo nascosto. Anzi, nascosto malissimo. Ho pensato potessi essere tutto quello che avevo sempre desiderato. E probabilmente lo sei, non sarei mai stato così pendente stavolta se non c'avessi creduto davvero. Ma non posso pretendere nulla, nessuno lo può fare al mondo, nessuno dovrebbe. Chi sarei io per andare così contro tutte le correnti?
Ci prenderei pure la scossa sfigatello come sono. E in fondo l'hai detto: perché giocarcelo? forse come m'accontento io anche tutti voi vi accontentate di me per quello che a volte vedete.
Avevo solo creduto potessi essere la ragione che ho sempre cercato, e che mi sono accorto poi essere sempre stata li. "Li".
Resterà così per me, per certi versi.
Quei certi versi per cui non lascierò mai all'oblio questa faccenda. I ricordi brutti vanno in un cassetto tutti sparsi, senza nemmeno un elastico a unirne i capitoli comuni. Nemmeno una graffetta. Ricordi, sparsi, appesi ad asciugare all'infinito dentro ad un cassetto. Ogni volta che lo riaprirò per cacciarci dentro altro vedrò fotografie, manoscritti, scontrini fiscali e non fiscali, lettere, vignette, corde, e tanto nastro adesivo nero, vestiti ancora bagnati, cibi ammuffiti, sapori, odori, profumi, aloni di caffè, macchie di sugo, risate, i dentini di quando ero piccolo e i denti del giudizio, il mio diploma, il mio "distinto" delle medie, quei 9 mesi, e queste piccole parole che m'hanno riempito di gioia per così poco.
Sono cascato in una buca di letame, quasi quasi annegavo.
Un Lunedì da coglioni, e niente che mi rendesse Leone a causarlo.
Sono scivolato su una lastra di illusione pazzesca. Ammetto lo scivolone, mi rialzo, ridacchio per sminuire la figura, e porto a casa tutti i burattini, tutte le caramelle, tutta la sabbia rimasta nel risvolto dei pantaloni, tutta la fierezza di esserci arrivato a pochissimi mm. Dalla gioia.
Ora posso ridacchiare. E piangere su tutto quello che sarebbe potuto essere. Ma non lo farò. E non lo farà. Ho per fortuna, o purtroppo, imparato ad accettare quello che arriva, tutto.
Non per svogliatezza. Nè per stanchezza, nè per menefreghismo.
Ma perché m'accontento, e se una cosa capisco che non la posso raggiungere, devo, ahimè, lasciarla perdere. Con la complicazione del "non completamente". E' questo non completamente che esplode. E non è nemmeno troppo nascosto. Anzi, nascosto malissimo. Ho pensato potessi essere tutto quello che avevo sempre desiderato. E probabilmente lo sei, non sarei mai stato così pendente stavolta se non c'avessi creduto davvero. Ma non posso pretendere nulla, nessuno lo può fare al mondo, nessuno dovrebbe. Chi sarei io per andare così contro tutte le correnti?
Ci prenderei pure la scossa sfigatello come sono. E in fondo l'hai detto: perché giocarcelo? forse come m'accontento io anche tutti voi vi accontentate di me per quello che a volte vedete.
Avevo solo creduto potessi essere la ragione che ho sempre cercato, e che mi sono accorto poi essere sempre stata li. "Li".
Resterà così per me, per certi versi.
Quei certi versi per cui non lascierò mai all'oblio questa faccenda. I ricordi brutti vanno in un cassetto tutti sparsi, senza nemmeno un elastico a unirne i capitoli comuni. Nemmeno una graffetta. Ricordi, sparsi, appesi ad asciugare all'infinito dentro ad un cassetto. Ogni volta che lo riaprirò per cacciarci dentro altro vedrò fotografie, manoscritti, scontrini fiscali e non fiscali, lettere, vignette, corde, e tanto nastro adesivo nero, vestiti ancora bagnati, cibi ammuffiti, sapori, odori, profumi, aloni di caffè, macchie di sugo, risate, i dentini di quando ero piccolo e i denti del giudizio, il mio diploma, il mio "distinto" delle medie, quei 9 mesi, e queste piccole parole che m'hanno riempito di gioia per così poco.
Sono cascato in una buca di letame, quasi quasi annegavo.
lunedì 31 agosto 2009
Con il cuore foderato del velluto migliore in commercio / Fottuto realismo.
Devo riuscire a scollarmi questa carta da parati di dosso.
Questa casa profuma dell'odore delle solite case che profumano d'arancio, anche al mattino presto.
Eravamo abitutati bene, noi del plurale maiestatis.
E devo riuscire a distruggere le statuette che ho scolpito.
Devo bruciare i quadri che ho dipinto.
Devo far esplodere ogni cassetto con ogni foto. Ogni indirizzo. Ogni ricordo.
Devo riuscire a raschiare tutta la pittura da questi muri. Dai miei muri.
Devo pulire il tavolo.
Devo ridurre in brandelli ogni scatto, foto, ricordi di scatto, e ricordo di foto.
Mantenere il ricordo, ma distaccarlo da me. Come se fosse quello di un altro.
Devo ripulirmi dagli strati. E ricominciare ad essere un omino tuttoimpegnato e tuttosudato.
Rialzarmi, come sempre.
Sono scivolato su un gradino gigantesco.
Sembrava un angelo.
E ne ero così sicuro.
Era presto sul mio orologio, era ancora mattino, ma io ne ero sicuro. Chiaramente. Doveva essere così. Non c'erano ragioni perché andasse diversamente la giornata. Verso sera s'è fatto tutto scuro...è meglio chiudere le ante. Tirare le tende. Chiudere le porte, c'è una contraria che fa spavento.
E quando ho una possibilità che qualcosa vada storto, andrà stortissimo, di merda, a zigzag, fino a farmi sbalzare il cuore fuori dalla portiera dalla mia auto in corsa. Solo quello, solo il cuore. Splech.
E io che lo guardo, li a 1 metro da me, che batte ancora. Ma non nel mio petto. Nel petto di nessuno. Sull'asfalto pieno di sassolini, si farà un infezione se non intervengo velocemente.
Riuscirò a farne a meno. Del cuore.
Umanamente è tutto possibile.
Umanamente sarebbe anche possibile restare morti in terra, o aumentare le dosi.
Mi rialzerò, come sempre, e più forte di prima.
Con la pelle rifatta dopo la scottatura. E il cuore foderato del velluto migliore del miglior negozio di tessuti del mondo.
E con una lega di ghisa a tenermi gli arti.
Non sono esagerato, solo un fottuto realista.
Devo davvero andare via domani. E chiudere tutte le porte delle stanze dove tu hai camminato. Anche se per così poco. Io le tue orme le vedo ancora.
Questa casa profuma dell'odore delle solite case che profumano d'arancio, anche al mattino presto.
Eravamo abitutati bene, noi del plurale maiestatis.
E devo riuscire a distruggere le statuette che ho scolpito.
Devo bruciare i quadri che ho dipinto.
Devo far esplodere ogni cassetto con ogni foto. Ogni indirizzo. Ogni ricordo.
Devo riuscire a raschiare tutta la pittura da questi muri. Dai miei muri.
Devo pulire il tavolo.
Devo ridurre in brandelli ogni scatto, foto, ricordi di scatto, e ricordo di foto.
Mantenere il ricordo, ma distaccarlo da me. Come se fosse quello di un altro.
Devo ripulirmi dagli strati. E ricominciare ad essere un omino tuttoimpegnato e tuttosudato.
Rialzarmi, come sempre.
Sono scivolato su un gradino gigantesco.
Sembrava un angelo.
E ne ero così sicuro.
Era presto sul mio orologio, era ancora mattino, ma io ne ero sicuro. Chiaramente. Doveva essere così. Non c'erano ragioni perché andasse diversamente la giornata. Verso sera s'è fatto tutto scuro...è meglio chiudere le ante. Tirare le tende. Chiudere le porte, c'è una contraria che fa spavento.
E quando ho una possibilità che qualcosa vada storto, andrà stortissimo, di merda, a zigzag, fino a farmi sbalzare il cuore fuori dalla portiera dalla mia auto in corsa. Solo quello, solo il cuore. Splech.
E io che lo guardo, li a 1 metro da me, che batte ancora. Ma non nel mio petto. Nel petto di nessuno. Sull'asfalto pieno di sassolini, si farà un infezione se non intervengo velocemente.
Riuscirò a farne a meno. Del cuore.
Umanamente è tutto possibile.
Umanamente sarebbe anche possibile restare morti in terra, o aumentare le dosi.
Mi rialzerò, come sempre, e più forte di prima.
Con la pelle rifatta dopo la scottatura. E il cuore foderato del velluto migliore del miglior negozio di tessuti del mondo.
E con una lega di ghisa a tenermi gli arti.
Non sono esagerato, solo un fottuto realista.
Devo davvero andare via domani. E chiudere tutte le porte delle stanze dove tu hai camminato. Anche se per così poco. Io le tue orme le vedo ancora.
di nuovo posso spalmarmi
..quelli che lo sapevano che finiva così.
Devo smetterla di illudermi.
spalmatemi sul muro. perché io, sarà la vita (c'est la vie) o sarà la merda che c'ho dentro, qui non ci voglio più stare.
Briciole di spirito su pavimenti aridi
ricordi di famiglia sopra i mobili
filosofie accessibili anche a mobili di gomma
respingono frammenti di ragione
si può servirsi,mentendo,di un uomo e guardarlo bruciare?
Lo so,lo vedo e conosco il dolore che lui proverà !
Parole prepotenti camuffate da promesse
dipingono sorrisi sulla rabbia
risposte ripetute 10,100,1000 volte
ammazzano pensieri potenziali
Si può servirsi,mentendo,di un uomo e guardarlo bruciare?
Illusione, Delusione.
Devo smetterla di illudermi.
spalmatemi sul muro. perché io, sarà la vita (c'est la vie) o sarà la merda che c'ho dentro, qui non ci voglio più stare.
Briciole di spirito su pavimenti aridi
ricordi di famiglia sopra i mobili
filosofie accessibili anche a mobili di gomma
respingono frammenti di ragione
si può servirsi,mentendo,di un uomo e guardarlo bruciare?
Lo so,lo vedo e conosco il dolore che lui proverà !
Parole prepotenti camuffate da promesse
dipingono sorrisi sulla rabbia
risposte ripetute 10,100,1000 volte
ammazzano pensieri potenziali
Si può servirsi,mentendo,di un uomo e guardarlo bruciare?
Illusione, Delusione.
domenica 30 agosto 2009
poco da fare, tanto da dire, e una voglia matta di parlare con te
L'inter è proprio uno squadrone.
fatto sta che stasera mi avete disfatto tutti i gomitoli. c'avete giocato. c'avete giocato.
E io che me la sarei voluta tessere da solo ad un certo punto.
E' la vita, è sempre la vita (*) e c'è poco da farci purtroppo. Io perlomeno proprio un cazzo posso farci.
Se non, comunemente e giustamente, adattarmi e affogarci se possibile. Sguazzarci da morirci prima o poi.
Sguazzarci da morirci.
E invece, sguazzo nel nulla. Nemmeno sporgermi di la con dello shopping semi sfrenato facendo 120km A/R, col dubbio che la destinazione fosse chiusa per ferie, hanno placato la storia del sottoscritto.
E' la vita, ma di quelle che ti tengono col fiato sospeso fino a che le porte si chiudono, di quelle che non puoi permetterti tenori maggiori di un regime a Corona Cerveza, di quelle che certe notti con qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà, di quelle a tutta birra, di quelle a un cazzo di gas, di quelle sfilacciate, di quelle moribonde, di quelle che puzzano di cassonetti della spazzatura, di quelle che se le tocchi di bruci un pochino i polpastrelli, di quelle che sarebbe opportuno smetterla, di quelle che è difficile vedere un amico e non capirlo più come ieri, di quelle che non vorrei nemmeno pensarci per la paura, di quelle che rifiiuto la vodka ma mi tiro sti pacchi, di quelle che forse la discografia di de Andrè che ho avuto oggi mi aiuterebbe a dormire adesso, di quelle che mi ci vorrebbe un portatile un pelo più performante, di quelle che l'Inter di quest'anno è spettacolare,di quelle che a suon di prosciutto e melone passano le cene d'estate, di quelle che m'è venuta fame, ma di quelle che invece non posso mangiare.
Sto finendo la borsa della lana e mi si stanno consumando gli aghi.
Chi mi finirà il maglioncino ora che io sto per fermarmi?
Chi mi aiuterà a rialzarmi?
Chi crederà nelle mie parole?
Chi crederà nel mio volto?
Chi crederà nelle mie mani?
Non voglio risposte.
Voglio altre domande.
Cercherò le persone con il lanternino d'ora in poi, e smetterò con tutto.
Domani, ora devo lievitare.
Lievitare, e vedere tutto da sopra. Metri più in alto di tutti. Kilometri distante da qualunque cosa, da qualunque negozio o cabina telefonica o connessione wireless o animaviva o serpente o Madonna o Signore o bambine rapite 18 anni fa. Lontano da ogni caso di malasanità al Sud e lontano da ogni nuovo caso di influenza H1N1 al Nord.
Lontano da ogni faccia sgradita, senza rimorsi e pentimenti e ritorsioni. Lontano da io-tu-egli-noi-voi-essi e soprattutto lontano di ogni intruglio verdarstro. Lontano da ogni via trafficata di persone inutil a piedi con lo zucchero filatoi, via da ogni parcheggio troppo lontano, via da ogni sms, anni luce da ogni canzone inascoltabile.
Ma vicinissimo alla cura di tutto.
fatto sta che stasera mi avete disfatto tutti i gomitoli. c'avete giocato. c'avete giocato.
E io che me la sarei voluta tessere da solo ad un certo punto.
E' la vita, è sempre la vita (*) e c'è poco da farci purtroppo. Io perlomeno proprio un cazzo posso farci.
Se non, comunemente e giustamente, adattarmi e affogarci se possibile. Sguazzarci da morirci prima o poi.
Sguazzarci da morirci.
E invece, sguazzo nel nulla. Nemmeno sporgermi di la con dello shopping semi sfrenato facendo 120km A/R, col dubbio che la destinazione fosse chiusa per ferie, hanno placato la storia del sottoscritto.
E' la vita, ma di quelle che ti tengono col fiato sospeso fino a che le porte si chiudono, di quelle che non puoi permetterti tenori maggiori di un regime a Corona Cerveza, di quelle che certe notti con qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà, di quelle a tutta birra, di quelle a un cazzo di gas, di quelle sfilacciate, di quelle moribonde, di quelle che puzzano di cassonetti della spazzatura, di quelle che se le tocchi di bruci un pochino i polpastrelli, di quelle che sarebbe opportuno smetterla, di quelle che è difficile vedere un amico e non capirlo più come ieri, di quelle che non vorrei nemmeno pensarci per la paura, di quelle che rifiiuto la vodka ma mi tiro sti pacchi, di quelle che forse la discografia di de Andrè che ho avuto oggi mi aiuterebbe a dormire adesso, di quelle che mi ci vorrebbe un portatile un pelo più performante, di quelle che l'Inter di quest'anno è spettacolare,di quelle che a suon di prosciutto e melone passano le cene d'estate, di quelle che m'è venuta fame, ma di quelle che invece non posso mangiare.
Sto finendo la borsa della lana e mi si stanno consumando gli aghi.
Chi mi finirà il maglioncino ora che io sto per fermarmi?
Chi mi aiuterà a rialzarmi?
Chi crederà nelle mie parole?
Chi crederà nel mio volto?
Chi crederà nelle mie mani?
Non voglio risposte.
Voglio altre domande.
Cercherò le persone con il lanternino d'ora in poi, e smetterò con tutto.
Domani, ora devo lievitare.
Lievitare, e vedere tutto da sopra. Metri più in alto di tutti. Kilometri distante da qualunque cosa, da qualunque negozio o cabina telefonica o connessione wireless o animaviva o serpente o Madonna o Signore o bambine rapite 18 anni fa. Lontano da ogni caso di malasanità al Sud e lontano da ogni nuovo caso di influenza H1N1 al Nord.
Lontano da ogni faccia sgradita, senza rimorsi e pentimenti e ritorsioni. Lontano da io-tu-egli-noi-voi-essi e soprattutto lontano di ogni intruglio verdarstro. Lontano da ogni via trafficata di persone inutil a piedi con lo zucchero filatoi, via da ogni parcheggio troppo lontano, via da ogni sms, anni luce da ogni canzone inascoltabile.
Ma vicinissimo alla cura di tutto.
sabato 22 agosto 2009
La dettagliata descrizione emotiva di un non qualunque mercoledì
Un libro bianco e sta a me riempirlo. Mi serve solo una Bic. Blu, grazie.
Mi sono impresso nelle rocce con i colori di un sentiero.
So di doverlo seguire. Sarebbe rischioso compromettere tutto per fare di testa mia. C'ho già sbattuto la faccia in queste faccende. Vanno sempre a finire male.
Mi allungo alla vita con tutto il sudore della mia fronte, e altro nettare morbido distillato, e altri bicchierini rotti schiacciati.
Ecco il sole splendente,
Ecco la nuvola. Che mi copre.
Ma con la dolcezza di una risata sincera,
con la dolcezza del calore che riappare, e che voglio stia con me.
Ecco il sole splendente.
Eccolo.
Appeso come uno straccio ad asciugare, perdo i liquidi. Nella dolcezza. Degli attimi.
Uomini
Donne
Bambini
Famigliole
Persone
CAMMINATE!
E noi, i soliti mediocri, sempre in marcia.
Ecco il sole splendente,
Ecco il calore che mi riprende per mano, e che so, un giorno, mi riporterà a casa di nuovo.
Al solito, sano e salvo. E più forte di prima.
Eccovi sole e nuvole.
Vegliate voi su di me.
Una volta che ci credo davvero. Non potete tradirmi.
Non ora che ci sono quasi.
Raschiare il fondo non mi è più possibile. Ho già bisogno di un bidone nuovo da riempire. Risparmiatemi dallo sbattimento.
Quindi, quali forze? Quali forze non fisiche mi hanno portato fin qui? Lo so bene in realtà. Ma continuo a chiedermelo per via che ancora non riesco a crederci.
Con, e come, cataste di vite diverse.
E se è vero che fa così freddo li dentro, vorrei tuffarmi. E non pensare a nulla, in barba ad ogni buongusto e ad ogni conseguenza, buona o cattiva.
E nell'immediato esplodere, contagiando chiunque con la mia gioia.
L'ho trovata nel sudore al vento, di nuovo in barba.
Esiste la gioia nel freddo dentro?
Ascuigherà tutto questa aria gelida?
Toglierà ogni macchia?
E ogni odore? Gli Aloni?
I profumi?
Saremo tutti di nuovo noi stessi, un giorno o l'altro. E uniremo ogni percorso.
Ne saremo capaci?
O faremo franare di nuovo tutto a valle?
Voleremmo liberi, lasceremmo solo la nostra ombra sfuggente sugli occhi di ognuno.
Lasceremmo milioni di braccia con la pelle d'oca.
Lasceremmo sguardi e contorni confusi.
E nessuno capirebbe.
Ma tutti riderebbero di noi. E di loro stessi.
Nessuno capirebbe.
A kilometri di distanza sarebbe comunque tutto uguale a prima. Non ci sarebbe paese che mormora disposto a questo.
Personalmente, sarebbe come se fossi seduto sul tetto del mondo. Sarei il solo a pensarlo.
Ma sarei felice così.
Lascio il tedio per altri giorni. Non ne ho bisogno oggi. Non ne ho bisogno.
Non ne ho bisogno.
Grazie. a voi. e a te.
Mi sono impresso nelle rocce con i colori di un sentiero.
So di doverlo seguire. Sarebbe rischioso compromettere tutto per fare di testa mia. C'ho già sbattuto la faccia in queste faccende. Vanno sempre a finire male.
Mi allungo alla vita con tutto il sudore della mia fronte, e altro nettare morbido distillato, e altri bicchierini rotti schiacciati.
Ecco il sole splendente,
Ecco la nuvola. Che mi copre.
Ma con la dolcezza di una risata sincera,
con la dolcezza del calore che riappare, e che voglio stia con me.
Ecco il sole splendente.
Eccolo.
Appeso come uno straccio ad asciugare, perdo i liquidi. Nella dolcezza. Degli attimi.
Uomini
Donne
Bambini
Famigliole
Persone
CAMMINATE!
E noi, i soliti mediocri, sempre in marcia.
Ecco il sole splendente,
Ecco il calore che mi riprende per mano, e che so, un giorno, mi riporterà a casa di nuovo.
Al solito, sano e salvo. E più forte di prima.
Eccovi sole e nuvole.
Vegliate voi su di me.
Una volta che ci credo davvero. Non potete tradirmi.
Non ora che ci sono quasi.
Raschiare il fondo non mi è più possibile. Ho già bisogno di un bidone nuovo da riempire. Risparmiatemi dallo sbattimento.
Quindi, quali forze? Quali forze non fisiche mi hanno portato fin qui? Lo so bene in realtà. Ma continuo a chiedermelo per via che ancora non riesco a crederci.
Con, e come, cataste di vite diverse.
E se è vero che fa così freddo li dentro, vorrei tuffarmi. E non pensare a nulla, in barba ad ogni buongusto e ad ogni conseguenza, buona o cattiva.
E nell'immediato esplodere, contagiando chiunque con la mia gioia.
L'ho trovata nel sudore al vento, di nuovo in barba.
Esiste la gioia nel freddo dentro?
Ascuigherà tutto questa aria gelida?
Toglierà ogni macchia?
E ogni odore? Gli Aloni?
I profumi?
Saremo tutti di nuovo noi stessi, un giorno o l'altro. E uniremo ogni percorso.
Ne saremo capaci?
O faremo franare di nuovo tutto a valle?
Voleremmo liberi, lasceremmo solo la nostra ombra sfuggente sugli occhi di ognuno.
Lasceremmo milioni di braccia con la pelle d'oca.
Lasceremmo sguardi e contorni confusi.
E nessuno capirebbe.
Ma tutti riderebbero di noi. E di loro stessi.
Nessuno capirebbe.
A kilometri di distanza sarebbe comunque tutto uguale a prima. Non ci sarebbe paese che mormora disposto a questo.
Personalmente, sarebbe come se fossi seduto sul tetto del mondo. Sarei il solo a pensarlo.
Ma sarei felice così.
Lascio il tedio per altri giorni. Non ne ho bisogno oggi. Non ne ho bisogno.
Non ne ho bisogno.
Grazie. a voi. e a te.
mercoledì 29 luglio 2009
l'odio procura solo altro odio- Episodio 2: il dubbio
[...]Ahah. macché, mi sono sempre reputato un bravo ragazzo in mezzo a una mandria di scapestrati. E cocainomani, e figli di papà. Un filo di colore diverso su una maglietta tinta unita. Vorrei fare grandi cose, ma mi continuo a tirar giù nel vortice.
Vortice o non vortice dobbiamo lasciar perdere. Io ho sonno e tu sei stanco. Continuiamo un altra volta.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.[...]
rieccoci qui.
vorremmo fare grandi cose tutti noi, chi non le vorrebbe? dal vincere 100 mila milioni di miliardi di soldi per farci la bella vita. A parte che per la bella vita basterebbe mooolto meno. Io ho poche pretese.
Io no. Io voglio tutto il possibile. Voglio tutte le droghe, voglio tutte le donne, voglio tutte le automobili di lusso, voglio la cocaina, voglio l'alcool e dimenticarmi di avere un fegato, e un cuore. Chi s'accontenta gode così così, A ME PIACE LIGABUE.
ma che cazzo dici. se l'hai sempre odiato.
sono il contrario di te. cerco di convincerti che lo sbagliato è il giusto, capiscimi. è il mio mestiere.
In 1997Fuga Da New York, Iena Plinsky cercava di salvarsi la pelle, e il presidente. Io voglio preservare la mia reputazione e farne conto a me stesso. Credo mi darebbe fastidio se mi piacesse Ligabue. I Luciano che conosco non sono ste granché. A prova di questo.
Non puoi ignorarmi.
Eccome se posso.
E se ti sbagliassi di brutto?
Sbaglio su tanto, quasi tutto, ma non su questo. Avrei perso la ragione evidentemente.
Forse ti adatteresti.
Una persona amica si definiva "felicemente inadeguata". Prendo in prestito e "faccio mio" in qualche modo. E' concesso "altro io"?
Certamente, il Dubbio ci accompagna comunque, non dimenticarlo. S'è spento, riaccendilo, stai perdendo i colpi.
Stavo scrivendo.
Scrivi cazzate, renditi conto anche di questo, te lo dico io che sto sulla spalla sinista.
Ma cosa vai dicendo. Non distogliermi, non è semplice, niente è campato per aria. E' tutto qui dentro. (pum pum cuore che pompa e testa che contiene)
Sei seduto sul mondo e lo sai solo tu. E' indice di autocommiserazione o presunzione o ingenuità?
Tutte e 3, ma con coscienza. E tutto bilanciato in modo che la bicicletta pedali comunque. Anche se a volte il cambio Shimano fa le bizze.
Ricorda. Ogni cosa è relativa, anche tu.
Quanto hai ragione. Come darti torto? Nessuno però è perfetto, anzi la maggioranza fa schifo. Siamo tutti dei mendicanti. Cosa cerchiamo?
Cerchiamo la via più breve. La più facile. La meno trafficata. Quella con meno curve pericolose.
Ma prendiamo la patente A, o perlomeno cerchiamo di farlo. Lungi dall'essere non pericoloso. Ergo la via non è quella più semplice. Ti sbagli di brutto.
IO NON SBAGLIO MAI.
?
Vortice o non vortice dobbiamo lasciar perdere. Io ho sonno e tu sei stanco. Continuiamo un altra volta.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.[...]
rieccoci qui.
vorremmo fare grandi cose tutti noi, chi non le vorrebbe? dal vincere 100 mila milioni di miliardi di soldi per farci la bella vita. A parte che per la bella vita basterebbe mooolto meno. Io ho poche pretese.
Io no. Io voglio tutto il possibile. Voglio tutte le droghe, voglio tutte le donne, voglio tutte le automobili di lusso, voglio la cocaina, voglio l'alcool e dimenticarmi di avere un fegato, e un cuore. Chi s'accontenta gode così così, A ME PIACE LIGABUE.
ma che cazzo dici. se l'hai sempre odiato.
sono il contrario di te. cerco di convincerti che lo sbagliato è il giusto, capiscimi. è il mio mestiere.
In 1997Fuga Da New York, Iena Plinsky cercava di salvarsi la pelle, e il presidente. Io voglio preservare la mia reputazione e farne conto a me stesso. Credo mi darebbe fastidio se mi piacesse Ligabue. I Luciano che conosco non sono ste granché. A prova di questo.
Non puoi ignorarmi.
Eccome se posso.
E se ti sbagliassi di brutto?
Sbaglio su tanto, quasi tutto, ma non su questo. Avrei perso la ragione evidentemente.
Forse ti adatteresti.
Una persona amica si definiva "felicemente inadeguata". Prendo in prestito e "faccio mio" in qualche modo. E' concesso "altro io"?
Certamente, il Dubbio ci accompagna comunque, non dimenticarlo. S'è spento, riaccendilo, stai perdendo i colpi.
Stavo scrivendo.
Scrivi cazzate, renditi conto anche di questo, te lo dico io che sto sulla spalla sinista.
Ma cosa vai dicendo. Non distogliermi, non è semplice, niente è campato per aria. E' tutto qui dentro. (pum pum cuore che pompa e testa che contiene)
Sei seduto sul mondo e lo sai solo tu. E' indice di autocommiserazione o presunzione o ingenuità?
Tutte e 3, ma con coscienza. E tutto bilanciato in modo che la bicicletta pedali comunque. Anche se a volte il cambio Shimano fa le bizze.
Ricorda. Ogni cosa è relativa, anche tu.
Quanto hai ragione. Come darti torto? Nessuno però è perfetto, anzi la maggioranza fa schifo. Siamo tutti dei mendicanti. Cosa cerchiamo?
Cerchiamo la via più breve. La più facile. La meno trafficata. Quella con meno curve pericolose.
Ma prendiamo la patente A, o perlomeno cerchiamo di farlo. Lungi dall'essere non pericoloso. Ergo la via non è quella più semplice. Ti sbagli di brutto.
IO NON SBAGLIO MAI.
?
martedì 28 luglio 2009
l'odio procura solo altro odio- Episodio 1: vortici.
Mai odiato? Non l'ho mai fatto, di fatto, mi pare.
Come no? Sempre a pensare che comunque ero sempre io a dover aver ragione su certe cose alla fine. Non stiamo parlando di odio razziale, quello non m'ha mai toccato. Uccidetemi se.... - L'odio verso l'odio. Ne vale la pena?
Ne è sempre valsa la pena.
Sicuro? il fatto di stare dove stai tu, dove sto io, ci ha sempre contraddistinto per la personalità diversa, ammaliante, abbagliante, e comprensiva, e a volte anche intransigente.
Intransigente?
Si, intransigente, odiare l'odio. Buffo. Stranissimo, ci pensi? Odiare per l'odio di altri. Mangiarsi il fegato per l'altro, chi te lo fa fare?
Perché è naturale, avere anzi CERCARSI i nemici. Ed è giusto.
No credo sia giusto accettare e curare e cullare e coltivare, ma credo sia una stronzata farsi abbindolare da inutili giochi di parole tra giochidipersone. Tutto attaccato. Persone che sono solo involucri e niente più. Involucri di carta di pessima qualità. Involtini di cocaina e pseudorazzismoignorante. Arrivare, toccarli, capirli, delinearli, e molto probabilmente perderli per via di un ingresso che non porta in altro dove se non ad una uscita. Questo credo, indifferenza. Non odio. Indifferenza.
[state assistendo ad uno scontro tra personalità? Naaaa, è solamente un analisi attenta dei 2 angioletti, uno sta sulla spalla destra e predica il bene, l'altro è quello cattivo, destra e sinistra è puramente casuale. Ho sentito di gente che li ha presti sul serio]
[poi però alla fine si perdono anche loro, partite coi presupposti giusti]
Questo è comunque un confondersi nella melma, non è quello che hai sempre cercato di evitare?
Eccome, e continuo a farlo. Però non mi perdo il ruolo di Testimone, sempre. Per ridere di ogni gioco di parole e giocodipersone. Per vedere ed avere la sottolineata presunzione dell'omniscienza. E riderne all'occorrenza.
Che sbruffone.
Ahah. macché, mi sono sempre reputato un bravo ragazzo in mezzo a una mandria di scapestrati. E cocainomani, e figli di papà. Un filo di colore diverso su una maglietta tinta unita. Vorrei fare grandi cose, ma mi continuo a tirar giù nel vortice.
Vortice o non vortice dobbiamo lasciar perdere. Io ho sonno e tu sei stanco. Continuiamo un altra volta.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.
Come no? Sempre a pensare che comunque ero sempre io a dover aver ragione su certe cose alla fine. Non stiamo parlando di odio razziale, quello non m'ha mai toccato. Uccidetemi se.... - L'odio verso l'odio. Ne vale la pena?
Ne è sempre valsa la pena.
Sicuro? il fatto di stare dove stai tu, dove sto io, ci ha sempre contraddistinto per la personalità diversa, ammaliante, abbagliante, e comprensiva, e a volte anche intransigente.
Intransigente?
Si, intransigente, odiare l'odio. Buffo. Stranissimo, ci pensi? Odiare per l'odio di altri. Mangiarsi il fegato per l'altro, chi te lo fa fare?
Perché è naturale, avere anzi CERCARSI i nemici. Ed è giusto.
No credo sia giusto accettare e curare e cullare e coltivare, ma credo sia una stronzata farsi abbindolare da inutili giochi di parole tra giochidipersone. Tutto attaccato. Persone che sono solo involucri e niente più. Involucri di carta di pessima qualità. Involtini di cocaina e pseudorazzismoignorante. Arrivare, toccarli, capirli, delinearli, e molto probabilmente perderli per via di un ingresso che non porta in altro dove se non ad una uscita. Questo credo, indifferenza. Non odio. Indifferenza.
[state assistendo ad uno scontro tra personalità? Naaaa, è solamente un analisi attenta dei 2 angioletti, uno sta sulla spalla destra e predica il bene, l'altro è quello cattivo, destra e sinistra è puramente casuale. Ho sentito di gente che li ha presti sul serio]
[poi però alla fine si perdono anche loro, partite coi presupposti giusti]
Questo è comunque un confondersi nella melma, non è quello che hai sempre cercato di evitare?
Eccome, e continuo a farlo. Però non mi perdo il ruolo di Testimone, sempre. Per ridere di ogni gioco di parole e giocodipersone. Per vedere ed avere la sottolineata presunzione dell'omniscienza. E riderne all'occorrenza.
Che sbruffone.
Ahah. macché, mi sono sempre reputato un bravo ragazzo in mezzo a una mandria di scapestrati. E cocainomani, e figli di papà. Un filo di colore diverso su una maglietta tinta unita. Vorrei fare grandi cose, ma mi continuo a tirar giù nel vortice.
Vortice o non vortice dobbiamo lasciar perdere. Io ho sonno e tu sei stanco. Continuiamo un altra volta.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.
giovedì 16 luglio 2009
Scriviamo e viviamo emozioni, una al giorno, come medicine.
E non c'accorgiamo che ci stanno dominando.
E saremo succubi, un giorno, di noi stessi e delle nostre pastigliette.
Dormiamo sonno tranquilli, l'uomo nero non ci prenderà stanotte.
Saremo succubi di ogni semplice colpo al petto, di ogni parola.
Diagnosticheremo tutto, una malattia per volta.
Posso solo guarire.
E smettere di far grattare i miei dischi, spegnendomi ogni sera più tardi.
E rifiorire ogni nuovo giorno.
Fiero di essere al mondo.
Con tanti buchi ma senza chiodi a cui appendermi.
Sapienza. e nient'altro.
E non c'accorgiamo che ci stanno dominando.
E saremo succubi, un giorno, di noi stessi e delle nostre pastigliette.
Dormiamo sonno tranquilli, l'uomo nero non ci prenderà stanotte.
Saremo succubi di ogni semplice colpo al petto, di ogni parola.
Diagnosticheremo tutto, una malattia per volta.
Posso solo guarire.
E smettere di far grattare i miei dischi, spegnendomi ogni sera più tardi.
E rifiorire ogni nuovo giorno.
Fiero di essere al mondo.
Con tanti buchi ma senza chiodi a cui appendermi.
Sapienza. e nient'altro.
lunedì 29 giugno 2009
riaccendiamo le candeline
devo approfittare del sonno.
e quindi della ragione, per esprimemermi appieno. al pieno delle mie capacità, appena possibile. furbo e distaccato e lesto nel cogliere l'occasione. l'occassione fa l'uomo ladro ma i ladri ce la sanno lunga, mica ci si improvvisa ladri. che se ci si può improvvisare ladri ci si potrebbe anche improvvisare guardia. e giocare ma con le pistole vere. sono appiccicato a guardare film, polizieschi e non, con tanta cocaina in ballo o con tante armi in ballo, figli di puttana e bla bla bla e sbirri e bla bla bla, quindi perdonate eventuali scurrilità hollywodiane. sono spostato nel ritmo di vita, e non ho, pare, più niente da dire. sono sotto a troppe coperte, sotto ad una routine sbagliata. la cassa integrazione mi sta spaccando. a parte fare, anzi improvvisarmi, imbianchino la mia vita è un susseguirsi di emozioni pari a -3, a parte la vicina che ci prova, credo, niente è motivo di dire yeah. tranne che credo approfitterò del volo per berlino a 10€. e tutto dura sempre meno. e mi duole ammetterlo ma è principalmente per scarse disponibilità monetarie. I SOLDI SONO FINITI!. e se lo dicono i Ministri, checcazzo.
insomma pare abbiamo ragione i Ministri.
non credete?
frase del giorno: canta che ti passa, paisà.
e quindi della ragione, per esprimemermi appieno. al pieno delle mie capacità, appena possibile. furbo e distaccato e lesto nel cogliere l'occasione. l'occassione fa l'uomo ladro ma i ladri ce la sanno lunga, mica ci si improvvisa ladri. che se ci si può improvvisare ladri ci si potrebbe anche improvvisare guardia. e giocare ma con le pistole vere. sono appiccicato a guardare film, polizieschi e non, con tanta cocaina in ballo o con tante armi in ballo, figli di puttana e bla bla bla e sbirri e bla bla bla, quindi perdonate eventuali scurrilità hollywodiane. sono spostato nel ritmo di vita, e non ho, pare, più niente da dire. sono sotto a troppe coperte, sotto ad una routine sbagliata. la cassa integrazione mi sta spaccando. a parte fare, anzi improvvisarmi, imbianchino la mia vita è un susseguirsi di emozioni pari a -3, a parte la vicina che ci prova, credo, niente è motivo di dire yeah. tranne che credo approfitterò del volo per berlino a 10€. e tutto dura sempre meno. e mi duole ammetterlo ma è principalmente per scarse disponibilità monetarie. I SOLDI SONO FINITI!. e se lo dicono i Ministri, checcazzo.
insomma pare abbiamo ragione i Ministri.
non credete?
frase del giorno: canta che ti passa, paisà.
domenica 3 maggio 2009
ciuffetti nel duodeno
buonasera.
torno dopo tempo. e ne sono successe di cose.
una sopra le altre.
inizio infondendo una bustina VanigliaLampone in una scodella d'acqua bollente.
sono passati 3 minuti?
rimuovete la bustina.
e bevete questo nettare di felicità.
aspettare prima di bere.
scotta.
Infondo me stesso
in fondo a me stesso.
per evitare di affogare bevo.
così da assomigliare a qualcosa che allora forse potrebbe lasciarmi stare. lasciarmi vivo.
ci provo.
anche se non so quanto potrò sfruttarla.
non so per quanto durerà.
non so so se sarà.
raggiungere lo stato liquido.
sarebbe geniale farlo a piacimento. on demand.
per evitare tutto.
essere fuoco. e bagnare. e asciugare. e assorbere.
fuoco. acqua. aria. terra.
essere tutto.
essere uno.
e rimanere tale che niente mi possa intaccare, contagiare.
le vie aeree non esisterebbero.
non esisterebbe malattia. non ci sarebbero inutili allarmismi e fobie da pandemia.
cambiare stato. e farlo al silenzio.
per paura.
per difesa.
per vergogna.
per necessità.
sparire senza proferire parola. nessuna parola. milioni di antenne ti ascoltano.
ed emettono aria malata. ci scoreggiano nell'aria e non ce ne accorgiamo.
e respiriamo. sempre. altra aria malata. e la paghiamo. e la pagheremo.
l'ho visto da lontano com'è l'orizzonte che sparisce.
l'orizzonte sparire.
desiderarlo. e non averlo mai.
ne accendo ancora una. perché non è mai abbastanza.
lampade. e sigarette.
illumino
appago
annebbio
e sento rumori dei quali non capisco la sorgente.
come non avere l'equilibrio.
di nuovo sparire. per evitare di saperlo. per evitare di tangerlo questo orizzonte che cerco.
Willy il cojote quando ha ucciso BeepBeep, perché pochi lo sanno ma alla fine ce la fa, ha smesso di vivere.
Parto con questo pressupposto.
sorseggio e cambio sapori.e odori di questa camera che racchiude ogni cosa, per ora per me.
non cerco altro. voglio solo infonderne altro di questo nettare.
e sperare che qualcuno recepisca.
in fondo.
siamo nati per sperare.
torno dopo tempo. e ne sono successe di cose.
una sopra le altre.
inizio infondendo una bustina VanigliaLampone in una scodella d'acqua bollente.
sono passati 3 minuti?
rimuovete la bustina.
e bevete questo nettare di felicità.
aspettare prima di bere.
scotta.
Infondo me stesso
in fondo a me stesso.
per evitare di affogare bevo.
così da assomigliare a qualcosa che allora forse potrebbe lasciarmi stare. lasciarmi vivo.
ci provo.
anche se non so quanto potrò sfruttarla.
non so per quanto durerà.
non so so se sarà.
raggiungere lo stato liquido.
sarebbe geniale farlo a piacimento. on demand.
per evitare tutto.
essere fuoco. e bagnare. e asciugare. e assorbere.
fuoco. acqua. aria. terra.
essere tutto.
essere uno.
e rimanere tale che niente mi possa intaccare, contagiare.
le vie aeree non esisterebbero.
non esisterebbe malattia. non ci sarebbero inutili allarmismi e fobie da pandemia.
cambiare stato. e farlo al silenzio.
per paura.
per difesa.
per vergogna.
per necessità.
sparire senza proferire parola. nessuna parola. milioni di antenne ti ascoltano.
ed emettono aria malata. ci scoreggiano nell'aria e non ce ne accorgiamo.
e respiriamo. sempre. altra aria malata. e la paghiamo. e la pagheremo.
l'ho visto da lontano com'è l'orizzonte che sparisce.
l'orizzonte sparire.
desiderarlo. e non averlo mai.
ne accendo ancora una. perché non è mai abbastanza.
lampade. e sigarette.
illumino
appago
annebbio
e sento rumori dei quali non capisco la sorgente.
come non avere l'equilibrio.
di nuovo sparire. per evitare di saperlo. per evitare di tangerlo questo orizzonte che cerco.
Willy il cojote quando ha ucciso BeepBeep, perché pochi lo sanno ma alla fine ce la fa, ha smesso di vivere.
Parto con questo pressupposto.
sorseggio e cambio sapori.e odori di questa camera che racchiude ogni cosa, per ora per me.
non cerco altro. voglio solo infonderne altro di questo nettare.
e sperare che qualcuno recepisca.
in fondo.
siamo nati per sperare.
venerdì 10 aprile 2009
sono le 1.56
e fuori c'è una luna, che vista da dentro sembrano le 7 del pomeriggio, o le 7 di sera, come preferite, ma di quando c'era l'ora a -1.
nella stanza accanto russano. probabile dormano bene. i miei.
sembra che la terza età gli abbia portato un grande giovamento.
sarà l'essere nonni.
o sarà che santiddio non uso più le maiuscole quando vado a capo.
Sarà che la pensione porta tranquillità-Soprattutto gli arretrati. Ai miei.
Sono 1.56. No cazzo ora sono 1.59.
E io c'ho una finale da giocare. A PES-
E 2 stipendi da recuperare.
nella stanza accanto russano. probabile dormano bene. i miei.
sembra che la terza età gli abbia portato un grande giovamento.
sarà l'essere nonni.
o sarà che santiddio non uso più le maiuscole quando vado a capo.
Sarà che la pensione porta tranquillità-Soprattutto gli arretrati. Ai miei.
Sono 1.56. No cazzo ora sono 1.59.
E io c'ho una finale da giocare. A PES-
E 2 stipendi da recuperare.
venerdì 3 aprile 2009
scriverei
scrivere che ho molto da raccontare, ma non un finale con cui concludere.
Scriverei che stasera ho bevuto forse troppo.
E scriverei che forse è per quello che scriverei.
Scriverei di quanta pioggia sta piovendo.
E scriverei di come tutto questo plachi il cuore di tutti, che invece di venire a bere stanno a casa. A piovere come piove fuori.
Scriverei che ho tanti bisogni.
Fisiologici e soprattutto non fisiologici.
Direi fisici.
E direi mentali.
Scriverei che mi voglio dar da fare. ORa lo farei, ma domani?
Che sarà del "me" ora. Tra 2 ore dormirò. Forse anche tra meno. E questo sarà sparito. E domani avrò voglia di fare altr, come al solito.
Scriverei che vorrei imparare a fregarmene di tutti i problemi, anche dei più semplici.
Scriverei che bevo meno caffè.
E lo scriverei per dire che basta così.
Scriverei che però fumo di più. Ma scriverei anche che bevo meno.
E alla fine si bilancerebbe alla stessa maniera, tutto sarebbe comunque a bolla. Bello dritto. No svergolo. Dritto.
Scriverei che ogni cosa che bevi te ne regalo una uguale è tanto figo quanto pericolosissimo. Prendo uno mi date due. Cioè è troppo innovativo. Mossa perfetta per vedere la gente star male. O tornare a casa e aver bisogno di tisana, tipo.
Scriverei a mano.
Adorerei scrivere a mano, ancora. E lo dico perché è tanto che non do sfogo alla penna. :) non è una metafora.
punto
.
Scriverei che stasera ho bevuto forse troppo.
E scriverei che forse è per quello che scriverei.
Scriverei di quanta pioggia sta piovendo.
E scriverei di come tutto questo plachi il cuore di tutti, che invece di venire a bere stanno a casa. A piovere come piove fuori.
Scriverei che ho tanti bisogni.
Fisiologici e soprattutto non fisiologici.
Direi fisici.
E direi mentali.
Scriverei che mi voglio dar da fare. ORa lo farei, ma domani?
Che sarà del "me" ora. Tra 2 ore dormirò. Forse anche tra meno. E questo sarà sparito. E domani avrò voglia di fare altr, come al solito.
Scriverei che vorrei imparare a fregarmene di tutti i problemi, anche dei più semplici.
Scriverei che bevo meno caffè.
E lo scriverei per dire che basta così.
Scriverei che però fumo di più. Ma scriverei anche che bevo meno.
E alla fine si bilancerebbe alla stessa maniera, tutto sarebbe comunque a bolla. Bello dritto. No svergolo. Dritto.
Scriverei che ogni cosa che bevi te ne regalo una uguale è tanto figo quanto pericolosissimo. Prendo uno mi date due. Cioè è troppo innovativo. Mossa perfetta per vedere la gente star male. O tornare a casa e aver bisogno di tisana, tipo.
Scriverei a mano.
Adorerei scrivere a mano, ancora. E lo dico perché è tanto che non do sfogo alla penna. :) non è una metafora.
punto
.
giovedì 12 febbraio 2009
impressioni piovose
Quel ricordo uccide il mio bisogno oggi
e ogni cosa sale con nuova vita
QUel ricordo mi sbriciola la testa
Ma ignoro il mio motivo e quindi resterò
Resterò nonostante questo odore di pioggia
e nonostante non cambi mai un cazzo
Resto per gli sguardi,
Resto per i momenti,
e un po' per voi.
Ma non per Voi altri, e voialtri sapete.
Sapete tutto dal principio. Prima che fossi.
Prima che tu te ne andassi, prima che stringessi la mano,
Prima che scrivessi.
Inondo la mia testa di acque cattive
per cercare di andarmene. Non chiedetemi nè offritemi compagnia,
preferisco viaggiare da solo.
Mi ci immergo, fin sopra la testa, e fa freddo.
Ho aspettato così tanto che non posso più evitare, ora.
Adesso che ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
[non ci posso credere]
e ogni cosa sale con nuova vita
QUel ricordo mi sbriciola la testa
Ma ignoro il mio motivo e quindi resterò
Resterò nonostante questo odore di pioggia
e nonostante non cambi mai un cazzo
Resto per gli sguardi,
Resto per i momenti,
e un po' per voi.
Ma non per Voi altri, e voialtri sapete.
Sapete tutto dal principio. Prima che fossi.
Prima che tu te ne andassi, prima che stringessi la mano,
Prima che scrivessi.
Inondo la mia testa di acque cattive
per cercare di andarmene. Non chiedetemi nè offritemi compagnia,
preferisco viaggiare da solo.
Mi ci immergo, fin sopra la testa, e fa freddo.
Ho aspettato così tanto che non posso più evitare, ora.
Adesso che ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
ho solo bisogno di un ricordo
[non ci posso credere]
giovedì 29 gennaio 2009
new features
L'ho scoperto da poco.
In Me. c'è pure una band che si chiama così, InMe, ed erano pure fighi poi si sono persi con l'ultimo album.
In Me.
In me c'è qualcosa di strano. cazzo non ci si sta dietro a tentare di capirlo.
senza parlare del capirsi. credo che inizierò a diventare calvo a provarci.
Got it, or get bald trying.
O ce l'hai, o diventa calvo provandoci.
si si era così. Born rich or die trying è venuto dopo.
il fatto è che non ci sono riferimenti. e questo complica ogni singola cosa del processo che porta a capire le cose. o ho dei problemi. o è una menata così.
Credo che sia una menata così. che in realtà ci sarebbero i riferimenti. ma o si sputtanano, o il riferimento è reciproco, quindi poco saldo, o forse troppo.
Ma qualcosa ho capito, e l'ho portato a casa, analizzato, studiato, ne ho parlato, c'ho pensato, l'ho scritto, lo canto, e ho visto che qualcuno sta cosa invece non l'ha proprio nemmeno vista. nè notata. nè si è chiesta qualcosa. non di me, ma di se stesso.
Come ci sono arrivato io, mi sono detto, c'arriveranno tutti gli altri alla fine.
Che mannacciaatuttoeatutti, io così non ci riesco più. ne ho piene le palle. sono stufo di svegliarmi al mattino ed essere già stanco. Cioè, ora ditemelo voi, che senso ha dormire per svegliarsi stanco più di prima, o col triplo del mal di testa ogni mattina.
Questo è sbagliato.
[uff]
mi rimane (che in realtà è un po' quello al quale mi sono sempre aggrappato_recidivo) l'udito. e ciò che concerne. ergo
musica
parole
voci
suoni
parole a metà
voci a metà
suoni a metà
versi
sospiri
gemiti
e tutte le conseguenze di ognuna delle cose di cui sopra.
ogni singola conseguenza
canto
il fsccscsfscchhhh dei vestiti mentre li togli
bacio
lingua
occhi
batteriaconlemanisulvolante
pedaledellacassacoipiedimentreguido
altri occhi
altra mia voce che canta
un nuovo disco
un vetro che s'appanna e altro calore per appannarlo di più
una doccia più piacevole perché ci sono i pearljam
un viaggio più piacevole al mattino per andare in ufficio_però coi burst_
un altra serata con voi
i battiti nelle orecchie quando appoggio la testa al cuscino
un altro nostro o vostro concerto
ah, si, e gli alkalinetrio stasera. yo!
e come si dorme bene coi mogwai.
d'altronde continuerò a prendere le cose così come arrivano. Non tanto "quel che arriva in convento, e va bene tutto", ma piuttosto, dato che tutto sommato sono positivo ultimamente [la cosa strana è che persevero comunque], voglio portare avanti la maggior parte delle cose che ho sempre voluto fare. e tenermi impegnato. in modo da non pensarci, che ogni cosa purtroppo assume sempre meno valori. sempre meno importanza.
che adesso sembra che siano diventati tutti stupratori. e tutti a roma. e tutti romeni (non ho nessun fine razzista nè denigratorio verso nessuno dicendo così, è solo che veramente e casualmente quelli di questi giorni sn tutti tali), c'è una strana ricorrenza di radice in questi casi.
potevano essere italiani, o sailcazzocosa, non importa.
la cosa che è importa è che siete dei figli di puttana. e passare le vostre serate in posti frequentati da coppiette per chiudere lui nel baule e stuprare lei a turno, mi porta a capire che davvero VOI FATE SCHIFO. VOI FATE SCHIFO. E ve lo vomiterei addosso tutto quello che sta passando nelle vene, e nello stomaco.
e giuro che se capitasse a me spenderei ogni singolo giorno della mia vita per venire a cercarvi, stronzi pezzidimmerda.
ma così ne un po' piene le storie.
per dirla veloce.
In Me. c'è pure una band che si chiama così, InMe, ed erano pure fighi poi si sono persi con l'ultimo album.
In Me.
In me c'è qualcosa di strano. cazzo non ci si sta dietro a tentare di capirlo.
senza parlare del capirsi. credo che inizierò a diventare calvo a provarci.
Got it, or get bald trying.
O ce l'hai, o diventa calvo provandoci.
si si era così. Born rich or die trying è venuto dopo.
il fatto è che non ci sono riferimenti. e questo complica ogni singola cosa del processo che porta a capire le cose. o ho dei problemi. o è una menata così.
Credo che sia una menata così. che in realtà ci sarebbero i riferimenti. ma o si sputtanano, o il riferimento è reciproco, quindi poco saldo, o forse troppo.
Ma qualcosa ho capito, e l'ho portato a casa, analizzato, studiato, ne ho parlato, c'ho pensato, l'ho scritto, lo canto, e ho visto che qualcuno sta cosa invece non l'ha proprio nemmeno vista. nè notata. nè si è chiesta qualcosa. non di me, ma di se stesso.
Come ci sono arrivato io, mi sono detto, c'arriveranno tutti gli altri alla fine.
Che mannacciaatuttoeatutti, io così non ci riesco più. ne ho piene le palle. sono stufo di svegliarmi al mattino ed essere già stanco. Cioè, ora ditemelo voi, che senso ha dormire per svegliarsi stanco più di prima, o col triplo del mal di testa ogni mattina.
Questo è sbagliato.
[uff]
mi rimane (che in realtà è un po' quello al quale mi sono sempre aggrappato_recidivo) l'udito. e ciò che concerne. ergo
musica
parole
voci
suoni
parole a metà
voci a metà
suoni a metà
versi
sospiri
gemiti
e tutte le conseguenze di ognuna delle cose di cui sopra.
ogni singola conseguenza
canto
il fsccscsfscchhhh dei vestiti mentre li togli
bacio
lingua
occhi
batteriaconlemanisulvolante
pedaledellacassacoipiedimentreguido
altri occhi
altra mia voce che canta
un nuovo disco
un vetro che s'appanna e altro calore per appannarlo di più
una doccia più piacevole perché ci sono i pearljam
un viaggio più piacevole al mattino per andare in ufficio_però coi burst_
un altra serata con voi
i battiti nelle orecchie quando appoggio la testa al cuscino
un altro nostro o vostro concerto
ah, si, e gli alkalinetrio stasera. yo!
e come si dorme bene coi mogwai.
d'altronde continuerò a prendere le cose così come arrivano. Non tanto "quel che arriva in convento, e va bene tutto", ma piuttosto, dato che tutto sommato sono positivo ultimamente [la cosa strana è che persevero comunque], voglio portare avanti la maggior parte delle cose che ho sempre voluto fare. e tenermi impegnato. in modo da non pensarci, che ogni cosa purtroppo assume sempre meno valori. sempre meno importanza.
che adesso sembra che siano diventati tutti stupratori. e tutti a roma. e tutti romeni (non ho nessun fine razzista nè denigratorio verso nessuno dicendo così, è solo che veramente e casualmente quelli di questi giorni sn tutti tali), c'è una strana ricorrenza di radice in questi casi.
potevano essere italiani, o sailcazzocosa, non importa.
la cosa che è importa è che siete dei figli di puttana. e passare le vostre serate in posti frequentati da coppiette per chiudere lui nel baule e stuprare lei a turno, mi porta a capire che davvero VOI FATE SCHIFO. VOI FATE SCHIFO. E ve lo vomiterei addosso tutto quello che sta passando nelle vene, e nello stomaco.
e giuro che se capitasse a me spenderei ogni singolo giorno della mia vita per venire a cercarvi, stronzi pezzidimmerda.
ma così ne un po' piene le storie.
per dirla veloce.
mercoledì 7 gennaio 2009
ok.non aspettarmi.potrei starmene fuori al freddo a guardare tutto cadere in bianco.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
io sono qui
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
buon anno fottuto a te :=
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
andrea scrive:
anche a te.
andrea scrive:
coem stai?
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
solito.tra il bene e il male.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
tra pensieri e prosecco più che altri
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e tu?
andrea scrive:
solito pure io.
andrea scrive:
meno male son finite le feste ne avevo piene le palle
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
già a chi lo dici
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ma te stai gia a milano insieme al barze quindi?
andrea scrive:
nona ncora sto ultimando i lavori
andrea scrive:
vediamoci!!
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ok
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
io torno al lavoro il 12
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
giovedì sera credo andrò da ardi , forse...
andrea scrive:
allora abbiamo il tempo dio acneeee
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
dio acne
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
coi i brufoli cazzo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
dai tipo venerdì o sabato
andrea scrive:
sabato suoniamo a trento.
andrea scrive:
vieni?
andrea scrive:
dovrebbe esserci posto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
mmm sabato 10...
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
quasi quasi
andrea scrive:
domani ti confermo se c''e posto..
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
bella
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
dove e con chi suonate?
andrea scrive:
a trento.
andrea scrive:
son un gruppo punk rock e uno starno che non conosco ma sembrano fichi
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
bello
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ma tornate in nottata o state la?
andrea scrive:
stiam la
andrea scrive:
domani devo trovare uan bettola
andrea scrive:
tipo 20 pippe a testa
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
dai dai magari stavolta vengo
andrea scrive:
ok.ti dico perche' siam in ballo con i posti furgone.
andrea scrive:
a meno che ti vuoi fare lo sabtti e scendere subito..
andrea scrive:
che e' quello che fara' il maffe
andrea scrive:
caus alavoro
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
beh se vengo sto con voi.altrimenti salto la trasferta diretto.mi perderei il meglio cazzo
andrea scrive:
vedo hai capito.
andrea scrive:
voglio rotolare nudo nella neve.
andrea scrive:
credermi invincibile.
andrea scrive:
come fossi un bambino piccolo,magro e con le lentiggini,29 anni fa.
andrea scrive:
pieno di sogni emuri invalicabili.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
già
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
avere 3 anni e non poterlo bere, il prosecco.cazzo
andrea scrive:
e chiedersi cos'e' il prosecco.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
esatto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e non chiedersi : perché l'ho bevuto? perché così tanto?
andrea scrive:
gia'.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
figo avere pochi anni. figo non chiedersi niente e pensare che sia tutto ciò che è possibile
andrea scrive:
e credere,credere,credere
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
che poi invece è una merda
andrea scrive:
e che si scivola e basta
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
con sto ghiaccio poi
andrea scrive:
si inverte tutto.
andrea scrive:
i momenti belli a gocce,gli altri a mille
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
bisogna sciogliere il ghiaccio col prosecco.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
a gocce sulle dita
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
amico mio.c'è da andarsene da qui cazzo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
io inizio a scendere a rollarne una
andrea scrive:
hahahah
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
eheheh
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
vorrei condividerla di cuore
andrea scrive:
e' coem se lo stessi facendo.
andrea scrive:
si si.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
no cazzo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
un po
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
non tutto giusto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
stai online ancora?
andrea scrive:
per un po'.ma non so quanto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ok.non aspettarmi.potrei starmene fuori al freddo a guardare tutto cadere in bianco.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
sentiamoci
andrea scrive:
ok.
andrea scrive:
domani.
andrea scrive:
di sicuro.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
domani abbiamo ancora le prove
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
sai, pre-studio
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ti chiamo io.ciao pezzo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
un abbraccio
andrea scrive:
ok.
andrea scrive:
ah,ma poi per il latte piu??
andrea scrive:
noi voi e?
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e nessun altro per ora
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e temporeggio perché ci va bene così
andrea scrive:
idee?
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
forse si
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
saprai amico.saprai.anzi dovrò mettere giu il volantino tipo tra un po.e finire la copertina.quante cose.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
non ci penso
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
per la terza band saprai
andrea scrive:
con calma.
andrea scrive:
non rovinare tutto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
infatti, c'è tempo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
esatto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
preferisco pensare che nonostante tutto sarà il giorno piu figo della mia vita
andrea scrive:
lo sara'.
andrea scrive:
eccome se lo sara'.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
vorrò che lo sia
andrea scrive:
anzi sara' il primo di mille giorni strafichi
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
piangerò lo sai
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
?
andrea scrive:
pur eio credo.
andrea scrive:
non fa differenza
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
pianto non è solo di simbolo di una fine, forse hai ragione tu.
io sono qui
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
buon anno fottuto a te :=
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
andrea scrive:
anche a te.
andrea scrive:
coem stai?
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
solito.tra il bene e il male.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
tra pensieri e prosecco più che altri
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e tu?
andrea scrive:
solito pure io.
andrea scrive:
meno male son finite le feste ne avevo piene le palle
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
già a chi lo dici
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ma te stai gia a milano insieme al barze quindi?
andrea scrive:
nona ncora sto ultimando i lavori
andrea scrive:
vediamoci!!
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ok
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
io torno al lavoro il 12
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
giovedì sera credo andrò da ardi , forse...
andrea scrive:
allora abbiamo il tempo dio acneeee
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
dio acne
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
coi i brufoli cazzo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
dai tipo venerdì o sabato
andrea scrive:
sabato suoniamo a trento.
andrea scrive:
vieni?
andrea scrive:
dovrebbe esserci posto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
mmm sabato 10...
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
quasi quasi
andrea scrive:
domani ti confermo se c''e posto..
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
bella
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
dove e con chi suonate?
andrea scrive:
a trento.
andrea scrive:
son un gruppo punk rock e uno starno che non conosco ma sembrano fichi
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
bello
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ma tornate in nottata o state la?
andrea scrive:
stiam la
andrea scrive:
domani devo trovare uan bettola
andrea scrive:
tipo 20 pippe a testa
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dai dai magari stavolta vengo
andrea scrive:
ok.ti dico perche' siam in ballo con i posti furgone.
andrea scrive:
a meno che ti vuoi fare lo sabtti e scendere subito..
andrea scrive:
che e' quello che fara' il maffe
andrea scrive:
caus alavoro
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beh se vengo sto con voi.altrimenti salto la trasferta diretto.mi perderei il meglio cazzo
andrea scrive:
vedo hai capito.
andrea scrive:
voglio rotolare nudo nella neve.
andrea scrive:
credermi invincibile.
andrea scrive:
come fossi un bambino piccolo,magro e con le lentiggini,29 anni fa.
andrea scrive:
pieno di sogni emuri invalicabili.
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già
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
avere 3 anni e non poterlo bere, il prosecco.cazzo
andrea scrive:
e chiedersi cos'e' il prosecco.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
esatto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e non chiedersi : perché l'ho bevuto? perché così tanto?
andrea scrive:
gia'.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
figo avere pochi anni. figo non chiedersi niente e pensare che sia tutto ciò che è possibile
andrea scrive:
e credere,credere,credere
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che poi invece è una merda
andrea scrive:
e che si scivola e basta
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con sto ghiaccio poi
andrea scrive:
si inverte tutto.
andrea scrive:
i momenti belli a gocce,gli altri a mille
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bisogna sciogliere il ghiaccio col prosecco.
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a gocce sulle dita
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io inizio a scendere a rollarne una
andrea scrive:
hahahah
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
eheheh
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
vorrei condividerla di cuore
andrea scrive:
e' coem se lo stessi facendo.
andrea scrive:
si si.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
no cazzo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
un po
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non tutto giusto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
stai online ancora?
andrea scrive:
per un po'.ma non so quanto
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ok.non aspettarmi.potrei starmene fuori al freddo a guardare tutto cadere in bianco.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
sentiamoci
andrea scrive:
ok.
andrea scrive:
domani.
andrea scrive:
di sicuro.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
domani abbiamo ancora le prove
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
sai, pre-studio
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
ti chiamo io.ciao pezzo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
un abbraccio
andrea scrive:
ok.
andrea scrive:
ah,ma poi per il latte piu??
andrea scrive:
noi voi e?
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e nessun altro per ora
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
e temporeggio perché ci va bene così
andrea scrive:
idee?
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forse si
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saprai amico.saprai.anzi dovrò mettere giu il volantino tipo tra un po.e finire la copertina.quante cose.
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non ci penso
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per la terza band saprai
andrea scrive:
con calma.
andrea scrive:
non rovinare tutto
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infatti, c'è tempo
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
esatto
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
preferisco pensare che nonostante tutto sarà il giorno piu figo della mia vita
andrea scrive:
lo sara'.
andrea scrive:
eccome se lo sara'.
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
vorrò che lo sia
andrea scrive:
anzi sara' il primo di mille giorni strafichi
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
piangerò lo sai
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
?
andrea scrive:
pur eio credo.
andrea scrive:
non fa differenza
ste_A night on earth could pull me through_r.i.p white widow, r.i.p. scrive:
pianto non è solo di simbolo di una fine, forse hai ragione tu.
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