Veloce come una vodka shot. Veloce come una bmw. Veloce come un monosillabo con accento laziale.
Credevo non avrei mai messo piede in certi posti: in certi posti con certa gente.
Credevo negli aperitivi.
Credevo di voler scappare. Credevo avrei lasciato. Credevo avrei mollato.
Credevo nelle pietre, nei rami e nel vento, nel sole. E negli algoritmi che li regolano.
Credevo nei matrimoni.
Credevo nei palazzi pieni di gente.
Credevo nel freddo.
Ho trovato il caldo (è letale con una camicia bianca con il collo vistoso).
Deciso a mutare, con la frequenza con cui vasco con la v minuscola dice di appendere stocazzo al chiodo.
Deciso a mutare.
Che comprende si il decidere di cambiare, ma include categoricamente il decidere di zittire il prossimo, che sia esso barista, guidatore, ragazzino, prete, conoscente, coglione. Muti dovete stare. Evitate di produrre suoni, odori, parole, figure di merda.
Evitatelo. Evitatelo stasera.
State zitti, e contemplate l'odore di merda che avete dentro voi e il profumo che invece avete attorno, il nostro. Stupidi idioti.
Fastidio.
Credevo in tante altre cose.
Ora credo anche (non che non lo facessi prima, è che adesso un sacco di più) che ho degli amici stupendi.
Credo nel rendere poetico tutto quello che all'occhio sembrerebbe patetico, e noioso.
E' tutta colpa della nostalgia.
Dannata notalgia.
E dannate sigarette.
Credevo in tante altre cose.
Ora credo anche (non che non lo facessi prima, è che adesso un sacco di più) che ho degli amici stupendi.
Credo nel rendere poetico tutto quello che all'occhio sembrerebbe patetico, e noioso.
E' tutta colpa della nostalgia.
Dannata notalgia.
E dannate sigarette.