Meraviglie da A4, cicale che sfregano le lamine, amici che tornano, amici che partono. Le ferie, il barattolino Sammontana alle noci Pecan del cazzo, le birrette sudate che mi fanno tornare la voglia di andare a correre, il dress code aziendale, il dress code aziendale smentito, le nuove persone che entrano nella mia vita, i vaffanculo all’universo, i “però, quasi quasi…”, i vasi di Pandora.
Il remare costante, i “chi me l’ha fatto fare” che diventano “ma sai che…”, scopare in piscina, la suoneria degli Europe che suona sempre, i mondiali del cazzo, il piercing al labbro.
La spesa al MD per fare le facce ogni volta che passo davanti allo specchio del corridoio centrale, ricordarmi cosa non voglio essere e le confessioni a una persona sconosciuta, la arschbombe battle in feinster gaderobe, il crudo col melone e il concerto dei Converge.
Google translate perché il tedesco non lo parlo, Tomb Raider, le bestemmie, la mia povera zia Giovanna, i God is an Astronaut, Torino. 3 tatuaggi in un pomeriggio e l’aver finito Replaced facendomelo piacere talmente tanto da progettarci un altro di tatuaggio, i ravioli con la sua ricetta per l’anniversario della morte di mamma, cuocere dal caldo, i ricordarmi cosa non voglio più nella mia vita ma mancarmi sempre un po’.
Piovono gocce che non bagnano ma macchiano sotto pelle, in nuovi solchi non per dividere, non per scavarmi, non per bruciare, ma per tracciare ciò che è mente lo incontro.
Per vedere il presente in anticipo e renderlo futuro all’istante.
Svegliarmi.
"Suck, suck me dry.
Is this what you wanted? Is this what you had in mind?
Is this what you wanted? 'Cause this, this is what you're getting."
Is this what you wanted? 'Cause this, this is what you're getting."