giovedì 7 maggio 2026

S01 E09 - Un po' meno sovrappensiero, sulla giostra impazzita.


"E quindi eccomi Luce, di nuovo a far rimbalzare le pupille tra un freddo Aprile che diventa un nuovo Maggio e un cercare di non farmi sgamare mentre cerco i tuoi occhi nell'aria." 

La giostra dei pensieri gira nelle pupille ad occhi aperti, figuriamoci quando li chiudo. Dormo, fortuntamente, perché arrivo così stanco alla fine delle giornate che il corpo mi ringrazia sempre, anche Lain. 
Sarà che sente anche lei quello che provo, perché ha ricominciato ad accoccolarsi addosso a me ogni notte, schiacciata contro il mio petto.
Sento le sue vibrisse che mi accarezzano il naso mentre mi addormento, prima che si addormenti anche lei. "Smettila Lain, mi fai solletico."
Lola invece è al mio fianco dall'altra parte. Lei ha imparato a non salire sul letto, ma la sento tanto vicina comunque. 

Per fortuna ci sono le bestie, perché in questi giorni pure le nuove fondamenta di me stesso ho l'impressione che fatichino a tenere botta alla magnitudo delle inquietudini.
Faccio il galletto, ma l'attesa dell'intervento mi sta rendendo un po' inquieto. A colpetti fatti di un prelievo prima, di un ECG dopo, poi di una visita con l'anestesista ed infine col chirurgo che però aspetta "Stefano deve tornare perché c'è una cosa che non va. Stavolta però ci vediamo in Cardiologia."
Nulla di che, mi dico. È sempre così, ci si preoccupa e poi è "nulla di che".

"Andrà tutto bene Ste, stai tranquillo!"

Ci metto anche l'anniversario della morte di Mamma in arrivo, che mi aggroviglia le viscere. Il pacchetto di ricordi -non solo legato a lei- che questo anniversario riporterà a galla sarà enorme, ma forse sbaglio a non guardare soltanto il giorno di oggi, che non è quello di domani né quello tra 24 ore, né tantomeno quello tra 24 giorni. Sbaglio a mettere le mani avanti con me stesso e ad aprire il pacchetto dei domani prima di aver aperto quello dell'oggi. 

O forse è solo il mio compleanno che arriverà tra pochi giorni, a ricordarmi che il tempo scorre, fortunatamente solo per i versi curativi/dimenticativi che sto inseguendo.
Ma ci stanno dei piccoli passi indietro, contando quanti ne ho fatti in avanti.

Scolpirmi, colorarmi, scoprirmi, deprimermi, tutto per solcare i miei sentieri come fossero oceani. "E cazzala 'sta randa Ste, una volta per tutte, cristo!"
Come fossero oceani, ma di anestetici, inclusi quelli per l'anestesia spinale, che spero stavolta mi prenda giusta.



"If there's somebody up there could they throw me down a line. Just a little helping hand just a little understanding. Just some answers to the questions that surround me now.
If there's somebody up there will they throw me down a line. Just a little guiding light to tell wrong from right. Just some answers to the questions that I'm asking you. I keep a vigil in a wilderness of mirrors, where nothing here is ever what it seems."

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