lunedì 11 maggio 2026

S01 E10 - "Hai il sole negli occhi!". Un tentativo di parlare a me stesso.

Ho visto tutto, sai? Baci, abbracci strettissimi, birrette, risate senza senso a battute senza senso, late night chiacchiericci, bestemmie e filosofia da giardino, Renatini bevuti, i concerti a cui andare e le tristezze che oggi le lasciamo fuori e domani ci penseremo, sedersi al contrario, l'ASST Franciacorta, la grigliatina, le mancanze che oggi le lasci fuori e domani ci penserai, i sorrisi, i racconti di quando eravate giovani, il messaggio che forse non riceverai mai, le vittorie, le sconfitte, il bicchiere di vino rosso alla goccia pensando fosse Coca Cola. Ti ricordi che buono, comunque?

Sabato te lo sei ricordato bene, cosa sia non pensare e vivere la gioia dei momenti. 
Hai amici stupendi e persone bellissime intorno. Nei momenti coltellari a volte te ne dimentichi, ma sii grato a tutti e a te stesso per tutto questo. I mesi balordi sono da buttare nel cesso, devi fare spazio per altro ora, per altre ore così.

Prometti che continuerai a provarci? 
Sarai fiero di te stesso e il peso che porti hai sì la sensazione che sia più grande di te, ma anche se a volte non te li senti, hai grandissimi muscoli funzionanti e non dovrai più elemosinare nulla, figuriamoci dover urlare per essere sentito o visto, o ancora peggio di nasconderti per sentirti al sicuro. 
"Nessun sentimento è definitivo", dicevano. Ma lo sai già, lo sai sempre. E lo so che lo fai perché le cose le vivi fino in fondo e vai dove nessuno normalmente va, e va bene. Ma stai attento, perché lo sai bene che puoi fermarti quando vuoi. Non devi sentirtela per forza, sai? Hai imparato anche questo, e lo so che non vuoi fare del male alle persone. È per quello che cerchi la razionalità così ardente. Forse proprio perché sai che ti è sfuggita di mano, cerca di tenerla più stretta.
Non avrai più la sconfitta nel cuore, non sentirai più la vicinanza del margine né il vuoto del non essere ascoltato. 
E tienilo bene a mente, che non c'è nessuno che vince né qualcuno che perde. Non serve difendersi dal mondo.

Le giornate vuote continueranno ad essere vuote, ma se ti riempi il petto di libri, di correre, di una birretta con un amico a cui vuoi bene, di musica, non c'è vittoria per forza magari, ma sicuro non c'è sconfitta. 

Il tuo cuore ha uno spazio limitato adesso, nei ventricoli cerca di farci passare solo ciò che sai che lo merita. Lascia spazio al sangue buono, alla malinconia sana della festa della Mamma che hai passato cercando il suo sorriso infinito nell'aria, alle lacrime liberatorie chiuso nella toilette del ristorante, al freddo buono dopo la pioggia di Maggio, alle cose vere.

[“Tieni un capo del filo, con l’altro capo io correrò nel mondo. E se dovessi perdermi tu, mammina mia, tira”.]

Anche se sul momento farà più male che bene, prometti che continuerai a provarci? E se il vuoto ti tirerà indietro per cercare sollievo nell'ovunque del passato pur di non sentirti solo, non sarà la lucidità a chiedere spazio, non cascarci, perderesti. 
Parlano tutti di imparare a lasciare andare, ma in pochi si adoperano per restare, riparare, costruire, scegliere la strada più difficile e quindi sì, a volte perderai.
Ma anche quando perdi, non esiste sconfitta. Non ho dubbi capirai qual è, quando la sentirai, la sconfitta che non uccide.

Ciao Mamma, ancora una volta di mille altre volte.
Ti sento qui, oggi di più che mai.
Auguri a me,
Me. 


"I wanna take you somewhere so you know I care. But it's so cold and I don't know where.
I brought you daffodils in a pretty string, but they won't flower like they did last spring. [...]
And if somebody hurts you, I wanna fight.
But my hand's been broken one too many times. So I'll use my voice, I'll be so fucking rude. Words, they always win, but I know I'll lose."

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