martedì 20 giugno 2017

Altri echi vivono

Thomas Stearns Elliot stavolta non c'entra.

Lastricavo la mia strada di mattonelle anti scivolo, ormai ero troppo preso e preoccupato di poter cascare di nuovo. Attendevo la fine con la stessa eccitazione di uno che attende un nuovo inizio, o come la fine definitiva, non importava. Importava esserci con la coscienza di non poterlo raccontare.

Stufo, stanco, rotto, schiacciato, caduto, rialzato, caduto.

Saranno le continue disillusioni, saranno i continui muri e i continui musi contro, mi dicevo.
Lastricavo la mia esistenza di palliativi, per un costante effetti placebo da cui mi stava bene non andarmene. Non credevo di avere forze così nuove, né intenti così puri, non di nuovo.

Stare per tanto lontano da tutti, se ti piace, ti piace proprio tanto.
Ti piace tanto finché non incontri qualcuno che rompe quel filo. All'inizio quasi ti scontri con il cambiamento, poi invece hai la possibilità di vedere il mare dove non c'è il mare, vedi la luce al buio e ti sembra che giorno e notte siano la stessa cosa.

Quando arriverà, il vero cambiamento, sarò li per vederlo? "Avrò mani abbastanza grandi? Avrò denti, ossa, nervi?" Saranno abbastanza grandi i miei sentimenti?
E sarà quello che mi aspetto che sia? Sarà lo stesso mare e gli stessi occhi che ho prima immaginato di vedere e poi visto per davvero?

Non c'è limite al modo in cui il mondo mi stupisce, e non c'è limite a quanto vorrei costantemente guardarti gli/negli occhi o appoggiarmi a te ridendo per una mancata pronuncia francese nonostante il mio inconfondibile rotacismo da erre moscia.

E' questione di immensità, e di immensità vere, quante posso dire di averne viste?
Probabilmente due, e sono composte da sclera, iride e pupilla.

martedì 6 giugno 2017

Quei giorni a Giugno


 Per una costante che ancora non hanno ancora scoperto -per praticità la chiameremo M di merda- ci son calcoli che non sono calcoli, e variabili che non permettono nessuna somma né sottrazione, né tanto meno moltiplicazioni o divisioni.
Anzi forse le divisioni le fai, ma perché ti rompi i coglioni della vita, e quindi mandi tutto a troie.

Ci son calcoli che non stanno né sui fogli né nei reni, né da nessuna parte.
Ci sono cose assurde che non trovano mai il loro cielo né la loro terra.
Ci sono perdite di tempo che non esistevano, eppure riescono a farsi strada nelle menti e nel tempo delle persone.

Io non so bene cosa porti la gente a pensare alla A e poi a dire Z, fatto sta che ci son cose che non hanno cielo né terra, figurati capo e coda.