La vedo la realtà? Nel software mancano alcune variabili dichiarate, ma la vedo. Le righe del codice sono piene di errori, ma la vedo qui con me, in ogni momento, nell'ennesimo mantra che da oggi faccio mio. "Eccome che la vedo la realtà."
Suonando sabato sera pensavo a tante cose, pensavo alle emozioni rauche, al tempo dilatato, a come mentre suono sembra che i bpm siano più veloci di quanto siano effettivamente, a come le persone riescano a spremerti, al se avrei pianto o no cantando quel passaggio di "Aurequiem", pensavo che a momenti il fumo da palco mi stesse impedendo di vedere le mie dita sulla tastiera.
E' strano pensare al "non vedersi le dita". In un sogno di tanti anni fa mi trovavo le mani smontate e rimontate al contrario tra destra e sinistra. Un dilemma importante, ma mai come immaginarmi di non vedere più le dita.
E se le dita fossero emozioni? Le sentirei soltanto? Che nomi gli sto dando? Che colore hanno? Dovrei trattarle come un muro, o dovrei passarci attraverso? Sono un ostacolo o un invito?
Sono rosse di rabbia, nere di spavento, blu di vaffanculo o cosa cazzo sono? Dove le metto? C'è un bidone apposito, o c'è solo un tappeto sotto cui metter tutto quanto per farle sparire? Sono grigie di vergogna o colorate di verde come la speranza di non incrociare più il mio sguardo con il loro oppure diventano gialle come un livido perché dovrei portarle tutte con me finché guarisco?
Il mio codice è davvero pieno di errori ed è in corso il debug del secolo, per quanto mi riguarda. Non c'è groppo in gola o petto stretto che tenga botta, e non c'è nessun traguardo, nessun capo ufficio a farmi fretta, non c'è un deployment in vista, non c'è una produzione da mantenere viva, non ci sono consegne. Il server è gia up and running.
Ci sono solo io a ricordarmi dei video su youtube su come fare a sopravvivere alle sabbie mobili, a mettercela tutta in un mio mondo che non sto sentendo mio come prima, ma che pian piano mi sta dando nuovi occhi. Perché non sono le dita a sparire, sono gli occhi che non le vedono più.
Stamattina mi sono guardato allo specchio. Ci ho visto l'infinito delle variabili che mi rendono ciò che sono, per risolvere una stringa scritta male dopo l'altra, a svelare gli errori di battitura, a fare un merge di tutto ciò che sono stato con quello che sono, passando da cosa vorrei essere.
Dannazione che turbinio incredibile. Che garbuglio.
E voi? La vedete davvero la realtà?
"Life has a funny way of saying living is to change. Insight comes when one has put all one's defenses down. One can suddenly receive this strange yet simple touch. And the pillars of reality tremble.
Death is never far away, but her embrace is not of harm. If I dance until the morning light shines bright into my eyes, I will bear to say goodbye with open arms and smile. As the pillars of reality crumble."

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