mercoledì 24 febbraio 2016

Pallottole velocissime si infilano nelle mie orecchie




Nelle mie vicissitudini odierne mi sento di starci bene.

Ho ribaltato le cose per l'ennesima volta, mi son trovato a riordinare gli armadi in base a come cambiano le mie abitudini, non certo per il cambio stagionale, almeno non quest'anno, il sedici ma anche il quindici.

Ho imparato e passare la spazzola adesiva ovunque e ho capito che non basta farlo una volta per sempre.
Ho imparato un pochino di più cosa vuol dire "costanza", ma solo in certe cose.
Lungi da me rispettare la regola del "basta mezzora al giorno", perché faccio sempre fatica a mantenermi allenato nel pianoforte. figuriamoci nel lavaggio regolare delle lenzuola di scorta o cose come la spesa, catalogare le bollette, prepararmi il pranzo per il giorno dopo.

L'esilio temporaneo islandese torna sempre come monito positivo di come sto senza nessuno intorno. Metodico e incosciente, ma sempre sicuro di fare la cosa giusta.
E sono sempre così spaventato quando lo scopro. E ogni volta suona come suona una novità piacevole, fa tremare lo stomaco e annulla il resto dei problemi.

"Un Tigri e un Eufrate nella mia arida Mesopotamia epidermica".

Forse non dovrei aver così paura del Nulla, lo so che una camera sempre prenotata li ce l'avrò sempre.
Non perché abbia amici a tenermi il posto, semplicemente ci ho scritto sopra il mio nome la prima volta, con la punta di una forbice, sulla porta.
"Enjoy your staying", dissi a me stesso da unico auto-invitato.

Io l'ho capito che non ho bisogno di niente, ma da qui all'accontentarmi, altro che mare.
Citando mia madre, Ciao Mare.

2 commenti:

Valentina M. ha detto...

Costanza.
La signora vestita di responsabilità che bussa all'uscio immaginario, tentando di dare freno alla tendenza a procrastinare.
"Domani (anche dopo) è il momento ideale".
Costanza, quanto mi manca.

soleliquido ha detto...

che bella definizione, grazie valentina.