La responsabilità causerebbe sofferenza dove non c'è maturità emotiva, o dove c'è abitudine alla confusione emotiva. Fare finta di starci dentro diventa impossibile, eppure a volte sembra sia tutto così reale, così chiaro e libero, vivo e vero.
Tutto diventa segnali agli antipodi l'uno dall'altro, e l'ambiguità diventa strategia inconsapevole per prendere tempo con le proprie responsabilità. Come andarsene lasciando un percorso di briciole e di porte aperte, con fuori la tempesta.
È il pensare di smettere di accettare il minimo per noi stessi, che ci incasina. Crescere senza l'attitudine a farlo è comprensibile renda tutto difficile. Crescere è distruttivo quando esiste un trasvestimento da comfort. Sparire è conveniente, non dire tutta la verità è volere un comfort disfunzionale. Evitare, sentirsi inadeguati e impreparati sono solo paura travestita da "decisione", ma la dignità della responsabilità verso i nostri sogni dov'è?
Serve uno specchio, perché magari un giorno o l'altro almeno a noi stessi impareremo a rendere conto.
Non si può avere o essere ciò che non si ha/è, se si preferisce sempre la mediocrità. E se vedersi allo specchio e scendere al compromesso malato di "accettare lo schifo" è giustamente intollerabile, meglio diventare quell'altra cosa più conveniente, mediocre, meglio seguire ogni vento che arriverà. Riconoscersi invece sarebbe un'altra cosa, ci farebbe diventare immortali per davvero. Riconoscersi è restare, ma nel gioco degli specchi è meglio fuggire, tagliando fuori chi ci vede dentro davvero, just fucking go away.
Con questi presupporti non si può insegnare a nessuno cosa voglia dire rendere conto, a noi stessi prima che agli altri, quando tutto ciò che conosciamo è evitare. Invitare a cena il sacrificio per non guardare a noi stessi, che stupidata. Ma come biasimarci. Crescere è responsabilità.
Abbiamo tutti tanto amore dentro, perché non lo vediamo? Che poi, alla fine, fossimo dotati tutti di intelligenza emotiva matura, saremmo priorità o diventeremmo solo accessori da indossare e togliere all'arrivo di un nuovo vento più "figo"?
C'è ancora la tempesta e non so se il vento ha chiuso le porte o le ha spalancate o soffiato via le briciole, ma io sorrido un pochino, solo un pochino, behind the clock.
Green light lit, the blue remake no one will care, will care to see.
Thriller killer been revealed. He's inside you, she's inside me. She's inside me.
I am broken Betty Elms, behind the clock. Susan Blue and Nikki Grace, a starless walk."